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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea Oscar Wilde
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\\ Home Page : Storico : Rassegna Stampa (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Comitato NOTRIV (del 18/08/2010 @ 15:45:48, in Rassegna Stampa, linkato 48 volte)
Di Comitato NOTRIV (del 16/08/2010 @ 16:13:33, in Rassegna Stampa, linkato 64 volte)
SIAMO MOLTO CONTENTI POICHE' I SINDACO DEI COMUNI COSTIERI DELLA FASCIA SUD SI SONO SVEGLIATI E STANNO PROCLAMANDO LA LORO VOLONTA' DI FERMARE I PETROLIERI IN TUTTA LA SICILIA. ANCHE L'ASSESSORE REG. AL TERRITORIO E AMBIENTE DI MAURO SI DICE FERMO NELLA VOLONTA' DI PROSEGUIRE NEL PERSEGUIMENTO DEL MODELLO DI SVILUPPO DELLA SICILIA CHE NON PUò PASSARE DALLE RICERCHE DI IDROCARBURI MA DAL TURISMO E DALLA CULTURA. "CARO ASSESSORE DIMAURO CONCORDIAMO PIENAMENTE CON LEI MA LA INVITIAMO A PROMUOVERE UN DISEGNO DI LEGGE CHE FINALMENTE BLOCCHI LE RICERCHE GAS PETROLIìFERE IN SICI8LIA. LEI SA BENE CHE FIN QUANDO SARA' IN VIGORE LA LEGGE N.14 DEL 2000 CON I SUOI DISCIPLINARI DEL 2003 I PETROLIERI AVRANNO SEMPRE CARTA BIANCA E SCENDEREANNO IN SICILIA ASSETATI DEL SANGUE CHE SCORRE NELLE VISCERE DELLA NOSTRA TERRA CHE CON ENORMI SIRINGHE VOGLIONO SUCCHIARE IN BARBA A QUELLO CHE VOGLIONO LE POPOLAZIONI LOCALI. CENTINAIA DI OPERATORI TURISTICI SONO PREOCCUPATI POICHE' II GOVERNANTI SICILIANI NON STANNO MOSTRANDO ALCUNA VOLONTA' CONCRETA DI CAMBIARE LE REGOLE DEL GIOCO IN SICILIA. QUALLA LEGGE CHE DI FATTO DA CARTA BIANCA AI PETROLIERI CONTINUA AD ESSERE LI' E CONTINUA A RAPPRESENTARE UNA DI QUELLE COSE CHE SI VEDE CHE FU SCRITTA A QUATTRO MANI: DUE POLITICHE E DUE PETROLIFERE E DI CUI I SICILIANI SI DOVREBBERO VERGOGNARE E FAR ABROGARE SUBITO. IN PASSATO A NULLA SONO VALSI I TENTATIVI DI UOMINI POLITICI LUNGIMIRANTI DI CAMBIARLA. LA PROPOSTA DI LEGGE PRESENTATA DALL'ALLORA ASSESORE AL TURISMO GRANATA FU BOCCIATA CON I VOTI TRASVERSALI DEL CENTRO DESTRA CUFFARIANO E DEL CENTROSINISTRA DIESSINO. E NOI QUESTE COSE NON LE DIMENTICHEREMO... ecco alcuni articoli tratti dalle rassegne stampa del 13 ago 2010
Di Comitato NOTRIV (del 09/08/2010 @ 21:29:19, in Rassegna Stampa, linkato 22 volte)
Di Comitato NOTRIV (del 09/08/2010 @ 21:18:17, in Rassegna Stampa, linkato 22 volte)
Di Comitato NOTRIV (del 04/08/2010 @ 01:57:05, in Rassegna Stampa, linkato 32 volte)
Di Comitato NOTRIV (del 09/07/2010 @ 20:17:11, in Rassegna Stampa, linkato 102 volte)
SALVIAMO LA SICILIA DAL PETROLIO E DAL GAS E FACCIAMO APPPELLO ALLA CULTURA ITALIANA. IL SINDACO DI NOTO SCRIVE AL GOVERNATORE SICILIANO LOMBARDO E CHIEDE UNA LEGGE CHE BLOCCHI DEFINITIVAMENTE LE TRIVELLAZIONI GAS-PETROLIFERE. ALTRI SINDACI SOLIDALI ( Caltagirone, Sciacca, Menfi, Castelvetrano, Vittoria, Favignana, ecc.) E NUOVI GRUPPI DI ASSOCIAZIONI E CITTADINI , SI STANNO PREPARANDO AD UN COORDINAMENTO DEI COMUNI E DI TUTTE LE REALTA' CHE SI OPPONGONO ALLE POLITICHE DI SFRUTTAMENTO DEL SOTTOSUOLO SICILIANO CHE TRADISCONO IL MODELLO DI SVILUPPO CHE LA SICILIA HA SCELTO E FANNO CORRERE PERICOLI ENORMI COME IL DISASTRO DELLA COMPAGNIA BP HA INSEGNATO. MOBILITAZIONI SI PREANNUNCIANO SE LA REGIONE SICILIANA CONTINUERà A FAR ORECCHIE DA MERCANTE ALLE RICHIESTE DELLA POPOLAZIONE SICILIANA. FINALMENTE ANCHE NEL RAGUSANO ED IN ALTRE PARTI DELLA SICILIA ( SCIACCA, MENFI E CASTELVETRANO) AVANZA UNA COSCIENZA CHE SI OPPONE ALLA COLABRODIZZAZIONE SPINTA DELLA NOSTRA ISOLA SICILIANA E IN TUTTI GLI IBLEI CRESCE L'IDEA DEL PARCO COME VOLANO DI SVILUPPO TURISTICO ED ECONOMICO.
E PROPRIO DEI GIORNI SCORSI LA NOTIZIA CHE ANCHE IL GOVERNO ITALIANO ( TOH SI E' SVEGLIATO!!) HA COMINCIATO A PORRE DIVIETI E LIMITAZIONI ALL'ANARCHIA CHE VIGE NELL'AVANZATA DEL SETTORE DELLA RICERCA E SFRUTTAMENTO DEL GAS E DEL PETROLIO IN TUTTA ITALIA.
FACCIAMO APPELLO A QUANTI IN ITALIA VOGLIONO DARE ANCORA, COME IN PASSATO CON CAMILLERI, IL QUOTIDIANO REPUBBLICA, BEPPE TORNATORE, RAY BONDIN DELL'UNESCO, GIANNI VALENTINI, STRISCIA
SI AFFERMI IN MODO DEFINITIVO MANDANDO I PETROLIERI A SFRUTTARE I TERRITORI OVE GLI STESSI GOVERNANTI FINANZIANO ATTIVITA' DI SVILUPPO TURISTICO ED AGRICOLO CHE SONO IN NETTO CONTRASTO CON LE POLITICHE DI SVILUPPO GAS-PETROLIFERO.
IL COMITATO NOTRIV
Val di Noto 09-07-2010
Di Comitato NOTRIV (del 03/02/2010 @ 22:07:00, in Rassegna Stampa, linkato 409 volte)
“La notizia dello “sversamento” di greggio dall’oleodotto Enimed Ragusa-Priolo, in contrada Furmica lungo valle del Tellaro in territorio di Noto, se accertata, confermerebbe la tesi sostenuta da anni, sul progetto delle trivellazioni Panther nel Val di Noto, secondo la quale le condutture sarebbero non solo dannose per l’insalubrità dell’aria, ma anche incompatibili con lo sviluppo di questo territorio che fonda il proprio benessere su prodotti agricoli di qualità e su un patrimonio di beni monumentali di inestimabile valore”. Lo ha detto l’on. Fabio Granata a commento su quanto si starebbe verificando nello stabilimento. “Il nostro è un modello di sviluppo in continua espansione che viene tutelato dalla comunità locali e che rifiuta ogni tentativo di calare dall’alto decisioni che muterebbero il dna dell’ area trasformandola in un’anonima periferia suburbana destinata all’abbandono, senza salvaguardare le risorse pubbliche del territorio rispetto ad interessi privati”. “Se la perdita di greggio sarà confermata, sarà chiaro a tutti come la nostra campagna , con i muretti a secco che delimitano i confini delle proprietà, rifiuti di fatto altri progetti scellerati di sfruttamento perché dannosi. Non si patisca in maniera inerme di fronte alle promesse di risarcimento di qualche migliaia di euro che sarebbero solo una ulteriore violenza contro la civiltà e contro la natura”.
Di Comitato NOTRIV (del 03/02/2010 @ 18:34:16, in Rassegna Stampa, linkato 256 volte)
Di Comitato NOTRIV (del 02/08/2009 @ 10:27:43, in Rassegna Stampa, linkato 930 volte)
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/01/brianza-via-le-trivelle-dalla-valle-comuni.html MONZA - La Brianza non sarà il nuovo Texas. Addio carotaggi esplorativi, addio pozzi petroliferi. L' oro nero resta nella "pancia" del Parco del Curone, a Montevecchia, borgo arroccato sulle colline lecchesi che nasconderebbe un tesoro. Po Valley, la società australiana che aveva chiesto di perforare il sottosuolo, ha fatto un passo indietro, pur restando convinta che gli idrocarburi ci siano. Titolare di una concessione governativa in joint venture al 50 per cento con Edison, giovedì sera ha alzato bandiera bianca, rinunciando alla possibilità di cercare prove della presenza di petrolio in un' area di 30 chilometri quadrati, 14 i comuni coinvolti. La maggior parte tutelati dal Parco, nato nel 1983 per mettere al riparo da speculazioni un territorio di 2.350 ettari. Gli australiani erano pronti a scommettere 20 milioni di euro sulla zona, sicuri che sarebbe stata in grado di fornire 75 milioni di barili. Ieri mattina la conferma ufficiale dell' abbandono, subito ratificato dal Ministero per lo Sviluppo Economico che ha annullato l' iter avviato lo scorso aprile. "Abbandoniamo il campo, ma siamo convinti che a Montevecchia e dintorni siano custoditi importanti giacimenti di greggio", sottolinea Michael Masterman, amministratore delegato di Po Valley. Pratica archiviata, almeno per ora. Decisive le barricate alzate dalle comunità locali, pronte a difendere la loro terra a tutti i costi. Determinante il rischio che la protesta nata dal basso - e che in meno di tre settimane ha raccolto 30 mila firme contro le esplorazioni- potesse bloccare all' ultimo minuto la valutazione di impatto ambientale necessaria per scavare. A guidare il fronte dei contrari Alberto Saccardi, docente di statistica della Bocconi e i sindaci della zona, che hanno costituito il comitato "No al pozzo", ottenendo il supporto di studiosi di mezzo mondo, dalle università di Istanbul fino a quella di Philadelphia. Tra loro anche Esseghair Skawder, professore di economia della New York University, che ha esultato alla notizia dello scampato pericolo. Per gli esperti schierati in difesa del territorio, il problema non era solo quello dell' impatto ambientale. Sul piatto della bilancia pesavano soprattutto considerazioni di carattere economicosociale. "Questo lembo di Brianza ha fatto della qualità della vita la propria cifra distintiva - spiega Skawder - . Il benessere locale si basa su prodotti "Igp" e capacità di attirare turisti. Un modello in continua espansione. I pozzi petroliferi avrebbero mutato il dna dell' area trasformandola in un' anonima periferia suburbana, destinata all' abbandono dopo vent' anni di sfruttamento". Dissente Masterman: "Il problema dell' approvvigionamento energetico a basso impatto, perché così sarebbe stato, è un nodo cruciale per il futuro dell' Italia. In Brianza si è persa un' occasione". Il piano di Po Valley prevedeva l' apertura di due pozzi esplorativi entro i prossimi 14 mesi e nel 2011 la coltivazione vera e propria, così si dice in gergo riferendosi all' estrazione dell' oro nero. Contro le trivelle, le istituzioni locali. "Abbiamo conservato intatto il territorio per le generazioni future", festeggia Daniele Nava, presidente della Provincia di Lecco. Alza il calice anche Marco Panzeri, sindaco di Rovagnate, uno dei comuni epicentro delle ricerche: "Siamo contenti ma non abbassiamo la guardia". - GABRIELE CEREDA
Di Comitato NOTRIV (del 15/03/2009 @ 18:57:54, in Rassegna Stampa, linkato 1600 volte)
di Antonio Cianciullo - La Repubblica 14/03/2009
Jeremy Rifkin, il consigliere energetico dell’Unione europea, è andato in Sicilia a dire - assieme al presidente della Regione Raffaele Lombardo - che non saranno nè il nucleare nè un piano caso tutto fondato sull’aumento delle cubature a far decollare l’economia ma il nuovo progetto energetico concordato con la Regione: nell’arco di dieci anni la Sicilia può arrivare a produrre la metà dell’elettricità da fonti rinnovabili, usando un modello diffuso, decentrato, democratico, un modello capace di diventare un volano economico importante. Buona parte delle case si trasformerebbero - utilizzando solare, minieolico e geotermia - in produttori di elettricità seguendo l’esempio di due regioni spagnole, la Navarra e l’Aragona, che in dieci anni sono arrivate al 70 per cento di elettricità da fonti pulite. Per la prima volta le politiche energetiche di una Regione amministrata dal centrodestra entrano – almeno nei piani – in conflitto con le scelte del governo basate sul nucleare e su una vecchia idea delle opere pubbliche. Già in Sardegna Berlusconi aveva fatto una campagna elettorale all’insegna del “tranquilli, qui niente centrali nucleari”. Ora si sgancia anche la Sicilia. Quali saranno le regioni tanto fedeli da chiedere un impianto nucleare? |
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