Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia

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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Comitato NOTRIV (del 16/11/2007 @ 19:14:18, in Comunicati Stampa, linkato 1170 volte)
COMUNICATO DEL COMITATO NOTRIV SULLA CONFERENZA TENUTA A NOTO IL 15 NOV.2007 DAI PETROLIERI E DA ALTRI... PER SPIEGARE "LE RAGIONI DEL SI": un FIASCO!!
COMITATO "SI-TRIV" O "SI-FLOP"???
Il "Comitato per le Energie Rinnovabili e contro le trivellazioni gas petrolifere in Sicilia" (www.notriv.it) ieri ha voluto essere presente alla conferenza sulle ragioni del Si indetta dal Comitato Sitriv, sorto da poche settimane a Noto e che a tutt'oggi ha raccolto scarsissime adesioni.
Una conferenza organizzata per dare l'opportunità alla Panther Eureka e al suo presidente Jim Smitherman di "smentire la campagna dei sedicenti ambientalisti locali che per 3 anni hanno raccontato solo menzogne e preso in giro la gente".
Bene, nonostante questa premessa che preannunciava insulti e provocazioni, il Comitato Notriv è andato ad ascoltare,con la determinata e preventiva decisione di non rispondere alle provocazioni che puntualmente si sono verificate, presupponendo che la presenza di personaggi tanto illustri e rappresentativi (era prevista la presenza oltre che di Jim Smithermann, dell'Asi di Ragusa, della Confindustria di Ragusa,della CGIL CISL UIL di Ragusa. Perchè poi Relatori solo di Ragusa?),avrebbe messo in moto una potente macchina organizzativa capace di riempire la Sala Gagliardi.
Niente di più SBAGLIATO!!!
UNA SALA GAGLIARDI VUOTA, UN SOLENNE FIASCO!!
I Giornalisti ed i Media vicini alle posizioni dei petrolieri probabilmente parleranno e scriveranno di una vittoria di questo impercettibile "Comitato Si-triv" o " Si-flop" ma.......................
le foto che vi mostriamo parlano chiaro

20 persone(forse) partecipanti di cui 8 esponenti del mitico Comitato No-triv CHE DIRE??

E' un forte ed inequivocabile segnale che in Sicilia cresce la consapevolezza che questa terra non vuole altri stupri delle sue viscere e non vuole rischiare le sue risorse naturali e paesaggistiche per progetti diretti da altri!
www.notriv.it

Comitato NOTRIV
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“Per produrre acqua calda e vapore devo spendere energia, e quindi denaro. Con un impianto cogenerativo invece posso ottenere le stesse quantità di acqua calda e vapore che mi occorrono sfruttando il calore di scarico dell’impianto che produce energia elettrica”. A parlare è l’Ing. Antonio Calabrò, ricercatore dell’ENEA nel campo dell’impiantistica energetica, che illustra i vantaggi e lo stato di avanzamento di questa tecnologia.

-Ing. Calabrò, come funziona un impianto di cogenerazione?
Partiamo dal concetto che la produzione di elettricità con combustibili fossili implica, qualsiasi sia la tecnologia impiegata, la produzione contemporanea anche di una certa quantità di calore che deve essere dispersa nell’ambiente circostante.
La cogenerazione si può definire come il metodo con il quale si realizza il simultaneo utilizzo di elettricità e di parte di questo calore che in questo modo viene utilizzato e disperso in quantità molto minore nell’ambiente. Infatti, se si effettua il confronto tra la cogenerazione e la produzione e l’utilizzo separato delle due forme di energia, da una parte le centrali termoelettriche che producono energia elettrica e dall’altra le caldaie che producono calore sia per applicazioni civili (come il riscaldamento) sia per applicazione industriali (come il vapore), si vede che si possono raggiungere valori di risparmio energetico dell’ordine del 30%.
Basti pensare che mentre in un impianto di sola produzione di energia elettrica si disperde nell’ambiente circa il 50-60% dell’energia, nel caso di un impianto cogenerativo se ne getta solo circa il 16%, utilizzando l’84% dell’energia introdotta con il combustibile in modo utile.

-Da quando è iniziata la ricerca su questo tipo di impianti?La cogenerazione industriale è ormai una realtà ben consolidata nel nostro Paese, con una grande tradizione nel mondo produttivo italiano fin dagli anni 70, favorita anche dalla crisi petrolifera.
La legge 29 maggio 1982, n. 308 sul contenimento dei consumi energetici, e le successive leggi 9 gennaio 1991, n. 9 e 10 e il Provvedimento CIP 6/92 hanno dato alla cogenerazione un forte impulso.
Più difficoltà a diffondersi ha avuto invece la cogenerazione civile, in particolare il teleriscaldamento, anche a causa delle meno favorevoli condizioni climatiche rispetto agli altri paesi europei, soprattutto del Nord Europa; negli ultimi anni comunque la situazione sta gradualmente migliorando, soprattutto nel Nord e centro-Nord Italia.

-Quanta energia viene prodotta in Italia con gli impianti cogenerativi?I dati del 2004 riportano che la percentuale dell’energia elettrica da impianti cogenerativi rispetto all’energia totale termo-elettrica è di circa il 15%, che è un valore ancora migliorabile. La liberalizzazione del mercato energetico ha facilitato notevolmente le condizioni di sviluppo di questo sistema, grazie alla possibilità che esso offre di vendere il surplus energetico che si crea nella produzione di energia. Quell’eccesso energetico si può immettere in rete traendone profitto e stimolando nel contempo la decentralizzazione dell’energia, con tutti i vantaggi che ne seguono a livello sia di risparmio energetico (minori dispersioni lungo la rete) sia di sicurezza, per esempio sulla circoscrizione del rischio black-out.

-A livello tecnico quali sono i sistemi cogenerativi più utilizzati?Come detto la cogenerazione non implica l’utilizzo di nuove tecnologie di conversione energetica: può essere utilizzata una turbina a gas, una turbina a vapore oppure un motore alterativo o, infine, le celle a combustibile.
L’energia elettrica prodotta viene quindi utilizzata localmente e/o ceduta, tramite dispositivi d’interfaccia, alla rete di distribuzione.
Il calore prodotto invece, per esempio il calore di scarico del motore o della turbina viene utilizzato direttamente nei processi industriali, o indirettamente per la produzione di vapore o acqua calda. Nel caso di cogenerazione per usi civili, viene prodotta acqua calda per il riscaldamento di edifici in sostituzione del calore prodotto con impianti convenzionali.
Ognuna delle tipologie succitate rende disponibili le due forme d’energia prodotte in rapporti quantitativi diversi e, limitatamente all’energia termica, a differenti livelli qualitativi (vapore, gas di scarico, fluidi di raffreddamento). Ne consegue che non può esistere un’unica soluzione per tutte le possibili applicazioni e quindi la scelta della tipologia d’impianto più appropriata deve essere fatta caso per caso a seconda, sia delle caratteristiche dei fabbisogni energetici, sia del tipo di vettori termici utilizzati.
Facciamo qualche esempio. Una turbina a gas produce una certa quantità di energia elettrica e una certa quantità di fumi di combustione a temperature molto elevate (circa 500 C°), la cogenerazione permette di utilizzare quei fumi in una caldaia di recupero dove è possibile generare vapore oppure acqua surriscaldata tramite uno scambiatore. La taglia di questo tipo di impianti è molto variabile, e può riguardare una produzione di energia che parte da qualche centinaio di KW fino ad arrivare a molte centinaia di MW.
Proprio per la sua versatilità di utilizzo nei settori più diversi in relazione alle diverse necessità energetiche, questo tipo di cogenerazione è il più utilizzato.
Altro caso è l’impiego della cogenerazione con le turbine a vapore. In questo caso esistono due modi di rendere cogenerativo l’impianto: o prelevando direttamente il vapore nella quantità richiesta, oppure interrompendo l’espansione del vapore nella turbina a valore più alti di quelli tipici del caso di sola produzione elettrica, in modo da avere vapore a pressione e temperatura più elevate da sfruttare per la produzione di acqua calda o altri tipi di impieghi.
Altra macchina molto utilizzata nel campo della cogenerazione è il motore alternativo, adatta ad esigenze energetiche non elevate, da qualche centinaio di KW a pochi MW (anche se è sempre più frequente un loro utilizzo in parallelo per arrivare a generare livelli di energia più elevati). Questo sistema ha il vantaggio di avere un elevata efficienza elettrica indipendentemente dal carico, e può sfruttare il calore in due modi distinti: o sfruttando il calore dei gas di scarico del motore (ad un levello termico di circa 500 °C) oppure il calore dell’acqua di raffreddamento o dell’olio di lubrificazione del motore, ad un livello termico più basso (80-90 °C) .
Infine per quanto riguarda le celle a combustibile, sebbene molto promettenti tra i sistemi avanzati di produzione di energia, oggi trovano applicabilità nel campo della microgenerazione con utilizzo del calore a bassa temperatura (150-180°C).

-Quali sono i vantaggi sensibili dell’utilizzo di sistemi cogenerativi?
Primo fra tutti, il risparmio energetico: mediamente, come detto, il risparmio nell’utilizzo del combustibile, a parità di energia e termica prodotta rispetto al caso di produzione separata, è dell’ordine del 30%.
Naturalmente esiste il problema dei maggiori costi, ossia l’investimento fatto dalle aziende per rendere i propri impianti cogenerativi. Fino al regime di monopolio energetico, non essendoci la possibilità di vendere il surplus di energia elettrica in rete, lo sviluppo della cogenerazione era affidato agli incentivi statali che venivano erogati sulla base delle leggi sopra accennate. Oggi, con l’avvento del mercato libero, agli impianti di cogenerazione vengono riconosciuti i benefici previsti dalla legge 42/02 ed in particolare la priorità di dispacciamento dell’energia elettrica prodotta (ossia la possibilità di immettere in rete tutto il surplus prodotto) e l’esenzione dall’obbligo di immettere una quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (cui sono soggetti i produttori da fonti non rinnovabili con produzioni annue eccedenti i 100 GWh).

- Gli effetti positivi sull’impatto ambientale?Oltre al risparmio di combustibile, vi sono da considerare ulteriori vantaggi, conseguenza più o meno diretta del risparmio energetico, quali per esempio: la riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti per il minor consumo di fonti primarie, i minori danni ambientali causati dalla più bassa quantità di calore scaricato nell’ambiente e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra.

Impianto Icaro


ICARO - Impianto per la produzione combinata di energia termica ed elettrica e per la sperimentazione sulla cogenerazione (Centro Ricerche Casaccia)


Interno edificio dell'Impianto Icaro


Interno edificio ciclo termico

Sistema bruciatore Impianto Icaro
Sistema del post-bruciatore e valvola deviatrice dei gas di scarico della turbina


Schema Impianto Icaro
Convenienza energetica della cogenerazione
rispetto alla produzione separata


Schema Impianto Icaro
Schema dell'Impianto ICARO

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Di Admin (del 06/11/2007 @ 12:23:53, in Perchè siamo per il NO, linkato 1231 volte)
Ing. Philippe Pallas Consulente delle Nazioni Unite per la valutazione e lo sfruttamento delle risorse idriche. Impatto ambientale di un programma di esplorazione e di sfruttamento di gas naturale nel Val di Noto. .
1) Impatto ambientale e rischio ambientale. C'è una notevole differenza tra impatto e rischio. Impatto è la conseguenza indiscutibile di un evento, per esempio l'allagamento di un villaggio in seguito alla costruzione di una diga. Il rischio è una semplice probabilità che un impatto negativo avvenga. Questa probabilità può essere piccola (caso di un pozzo isolato di ricerca) ma diventare quasi un impatto quando le cause sono moltiplicate (centinaia di pozzi di sfruttamento). Nel caso in cui una riserva significativa di gas fosse rinvenuta nel territorio di Noto a seguito di un pozzo di ricerca, è ovvio che in una seconda fase si procederà allo  sfruttamento, trivellando centinaia di pozzi distribuiti sul territorio di Noto. E dunque erroneo considerare il problema del rischio/impatto ambientale sotto l’ angolo di un unico pozzo di ricerca come tenta di farlo la Panther Oil. Il problema ambientale deve essere affrontato nel suo insieme, considerando la possibilità che numerosi pozzi vengano trivellati nel futuro.. Da aggiungere che la vita produttiva di un pozzo di gas non è molto lunga e rapidamente la produzione diminuisce e necessita la trivellazione di un altro pozzo per mantenere la produzione stabile.. L'analisi che segue va dunque vista come un analisi dei rischi ambientali di un programma di ricerca/sfruttamento di gas nel territorio di Noto e non soltanto come un esame dei rischi legati alla perforazione di un solo pozzo di ricerca. E dunque essenziale che tutto sia fatto per impedire la trivellazione del primo pozzo. Se questa avvenisse, sarà poi molto difficile prevenire lo svolgimento successivo della fase di sfruttamento con la trivellazione di centinaia di pozzi che non si limiteranno certamente ai 21 annunciati dalla Panther.
2) Danni legati alle ricerche geofisiche per localizzare le zone favorevoli a nuovi pozzi. L'uso del "Ground Penetrating Radar" riferito nella lettera della Panther al Sindaco di Noto in data 7 dicembre 2006, non appare fattibile perchè questa tecnica non è ancora capace di penetrare nel sottosuolo oltre gli strati argillosi (Formazione Tellaro). Esperimenti fatti in Egitto alcuni anni fa per determinare le profondità delle arenarie nubiane (circa 900m) sono stati molto deludenti. Di solito il GPRadar è utilizzato per localizzare accumuli sotterranei di idrocarburi a profondità che non eccedono 20-30m. E dunque molto probabile che verrà utilizzata la sismica riflessione con uso di esplosivi in pozzi superficiali oppure questi grossi vibratori che provocano mini-terremoti. Queste scosse possono avere un impatto negativo sulla circolazione delle acque sotterranee nelle fessure e faglie dei calcari che sono abitualmente il serbatoio da dove provengono la maggior parte delle acque usate per l'agricoltura nella piana di Noto e per l'approvvigionamento idrico della città di Noto. Casi di sparizione di sorgenti sono citati nella letteratura idrogeologica a seguito dell'impiego di metodi sismici per la ricerca petrolifera.
3, Opportunità di danno ambientale legato alle attività (lì trivellazione nel cantiere. Un cantiere di perforazione petrolifera è una fonte permanente di inquinamento legato a: - Oli per i motori, liquidi di raffreddamento, gasolio inavvertitamente versati o usciti come perdita dei numerosi motori che operano nel cantiere. Questi prodotti inquinanti possono essere trasportati via con le precipitazioni con il rischio di inquinare le falde superficiali a prossimità. - Fanghi i perforazione (drilling fluid}: sospensione colloidale di argilla bentonitîca nell'acqua che serve a lubrificare la perforazione, portare su i detriti di perforazione e compensare la pressione del gas quando si raggiunge lo strato produttivo. Normalmente questi fanghi vengono riciclati con l'eliminazione dei detriti (cuttings) e con l'aggiunta di prodotti chimici per rigenerare le proprietà fisico-chimiche dei fanghi (viscosità, peso specifico... ). Però capita che durante l'attraversamento di formazioni (evaporati, acqua salmastra..) o semplicemente perchè si caricano di particelle fini di roccia che non si possono eliminare, i fanghi debbono essere cambiati. La parte colloidale viene separata dall'acqua e viene eliminata (seppellita con rischio di inquinamento di falde sotterranee) con il suo carico di prodotti chimici. A volte anche la parte liquida viene eliminata (centinaia di metri cubi di acqua generalmente salata e carica di prodotti inquinanti) per spargimento sul terreno o in discarica pubblica. -I detriti di perforazione (cuttings) solo le rocce macinate dagli attrezzi di perforazione (cuttings) che possono raggiungere volumi importanti (più di 100 metri cubi per un pozzo). Questi detriti inglobati in residui di fango debbono essere eliminati (seppelliti con rischio di inquinamento di falde sotterranee) oppure lavati e utilizzati come materiale di costruzione. Ma in questo caso il lavaggio necessita una grande quantità di acqua, Emissioni di gas di scarico dovuto ai veicoli, alle trivelle, ai compressori e alla polvere sollevata dal traffico automobilistico Il volume totale dei detriti solidi e liquidi che risultano da una trivellazione di 3000 m possono variare dai 1000 ai 3000 metri cubi a secondo dei problemi incontrati che hanno necessitato il cambiamento dei fanghi. La dispersione in superficie di tutti i detriti e rifiuti di perforazione possono ovviamente inquinare le falde superficiali siano esse presenti sotto la zona del cantiere oppure dopo trasporto a valle dalle acque piovane. Anche i suoli a vocazione agricola possono essere inquinati dai prodotti trascinati dalle acque di scroscio. Esempi di inquinamento Environmental Protection Agency ha pubblicato migliaia di pagine sui problemi di inquinamento e di rischi ambientali legati alla ricerca e lo sfruttamento del gas naturale US Fish and wildlife service ha mostrato in un voluminoso documento i rischi per gli uccelli migratori legati all'abbandono di fosse piene di acqua con residui di idrocarburi nei cantieri di perforazione alla fine dei lavori. Rischi di confusione da parte degli uccelli migratori tra gli Stagni di Vendicari e certe fosse abbandonate e colme di acqua con residui di idrocarburi Attorno al Mar Caspio nel NW del Kazakhstan le acque sotterranee nella zona degli sfruttamenti di petrolio e di gas, mostrano dei valori di Bore 4 a 10 volte il valore ammissibile, di Cromo 3 a 5 volte, di Phenol 1,5 a 2,5 volte, di idrocarburi da 1,5 a 2,5 volte.
4. Opportunità di danno ambientale legata all'attraversamento di formazioni inquinanti durante e dopo la trivellazione. Un caso frequente in certe zone del mondo dove la ricerca petrolifera è stata intensa, è l'abbandono di pozzi improduttivi sommariamente chiusi in profondità, che col tempo mettono in comunicazione falde profonde salate con le falde dolci in seguito alla corrosione delle camicie di acciaio. Esempìo Oued Rhir in Algeria e zona di Ouargla dove le falde dolci in provenienza di acquiferi profondi sono state inquinate dalla migrazione di acque ipersalate attraverso le camicie corrose di pozzi petroliferi abbandonati. Un altro problema è la produzione incidentale di acqua di giacimento associato al gas. Più frequente nei pozzi petroliferi. Acqua ipersalata fino a 5 volte la salinità del mare. L'eliminazione di quest'acqua in superficie può essere molto dannosa. Esempio La Oklahoma Corporation Commission riferisce che nel periodo compreso tra 1993 e 2003 più di 18000 casi di rilascio di acqua salata e di idrocarburi sono stati documentati (perdite da teste di pozzi, condotte, fosse, serbatoi oppure illegalmente scaricati nella natura. Il volume totale di questi scarichi sarebbe di circa 4 miliardi di metri cubi. Il 34% di questi scarichi sono stati dannosi per l'ambiente (acque di superficie, acque sotterranee, coltivazioni, pesci, wildlife).
5.Opportunità di danno ambientate legato ad un'eruzione non controllata (blow out). Statistiche mondiali riferiscono che 1 % sei pozzi di gas hanno avuto un problema di eruzione non controllata (blow out). Questo fenomeno succede maggiormente nelle zone povere di informazioni sulle caratteristiche del giacimento nelle quali la densità del fango utilizzato è statosottostimato. Nella maggior parte di casi l'eruzione viene annullata nel giro di pochi minuti o poche ore, ma ogni tanto un'eruzione diventa uno scoppio con incendio del gas che fuoriesce, con dei danni importanti all'ambiente: uscita violenta di acqua salata e di idrocarburi trascinati dal gas in eruzione e rischio di inquinamento per falde superficiali. Anche se nella zona di Noto la pressione di giacimento è riportata essere molto bassa, il rischio di eruzione non può essere ignorato. Esempio Nell’ Ohio un eruzione non controllata di un pozzo di gas ha provocato danni seri nelle falde sotterranee per iniezione di grandi quantità di metano durante il blow out. Nel giugno 2002 in un pozzo di Val d'Agri in Basilicata un eruzione incontrollata ha provocato lo spargimento di idrocarburi nebulizzati su una superficie dell'ordine di un ettaro e mezzo, con gravi danni ambientali (vedi abbondante letteratura su questo incidente e in particolare la relazione del Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato redatto il 10 giugno, prot. N.10044 pos VI-1-1 inviato al Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata).
6.Rischi legati alla sismicità del Val di Noto Il Val di Noto è classificato come territorio ad alto rischio sismico e non é trascurabile la possibilità che in quella zona si verifichino terremoti di magnitudo pari al sesto/settimo grado della scala Richter, con effetti devastanti sulle strutture e infrastrutture presenti A seguito di un forte terremoto, il rischio di sgretolamento del cemento dietro le camicie di acciaio dei pozzi potrebbe provocare l'inquinamento di falde dolci; un forte evento sismico potrebbe anche danneggiare le condotte di gas, provocandone la fuoruscita e danni ambientali notevoli per incendio o sernplicemente inquinamento atmosferico.
7.Opportunità di danno ambientale legato allo sfruttamento di gas Non è possibile immettere il gas prodotto da un pozzo direttamente in un gasdotto. Un trattamento preliminare è necessario perchè piccole quantità di acqua o di altri condensati idrocarburici possono mettere in pericolo il trasporto del gas a causa di: - Formazione di idrati e di slugs (tappi liquidi) con possibili danni alle apparecchiature delle stazioni lungo il trasporto e/o nei processi a valle. - Corrosione delle pipeline La salamoia associata al gas è estratta con dei procedimenti chimici ed è poi sparsa sul terreno o trasportata in discariche pubbliche, e costituisce in ambedue i casi un rischio per le falde sotterranee superficiali.
8.Danno paesaggistico legato allo sfruttamento del gas La moltiplicazione di pozzi necessita la creazione di una rete fitta di tubi che collegano i pozzi con le stazioni di disidratazione primaria e poi da queste stazioni ad un gasdotto che canalizza il gas verso una stazione di trattamento più spinto e di compressione. E difficile immaginare che tutti questi tubi, i vari impianti, le torri di disidratazione e soprattutto le strade di collegamento tra i pozzi e le stazioni di depurazione ... non danneggino il paesaggio in modo irreversibile, soprattutto se parte di tubi secondari che collegano i pozzi alle stazioni di disidratazione non viene seppellito. Tutta l' agitazione legata alla ricerca e allo sfruttamento del gas possono anche avere un impatto negativo sulla fauna selvaggia cambiamento delle abitudini alimentari, del successo dell'accoppiamento e della migrazione degli animali selvatici.
9. Conclusione La messa in opera di un programma di ricerca/sfruttamento di gas sul territorio di Noto presenta: o dei rischi di inquinamento delle falde sotterranee e dell'aria da non sottovalutare anche se non al livello di Priolo, o dei rischi ambientali legati alla prossimità della riserva di Vendicari, o un danno paesaggistico soprattutto a causa della moltiplicazione delle strade di collegamento e dell'aumento notevole di circolazione di veicoli pesanti.
Noto il 11 maggio 2007
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Di Comitato NOTRIV (del 01/11/2007 @ 13:05:58, in Perchè siamo per il NO, linkato 1037 volte)
Intervista svoltasi via e-mail fra Gabriella Tiralongo e Il Comitato NOTRIV :
Domande :
  • Le ragioni del no alle trivellazioni anche alla luce delle recenti dichiarazioni ufficiali dell'amminsitratore delegato della Panther di rinunciare alla gran parte dei pozzi e di ridurli da 21 a 8;
  • Cosa chiedete alla regione in termini legislativi?
  • In termini di impatto ambientale cosa ritenete sia più pericoloso o nocivo per la salute e/o per l'ambiente?
RISPOSTA
Il Comitato Notriv è nato a salvaguardia del proprio territorio e per chiedere alla Regione una politica energetica nuova per tutta la Sicilia, quindi un No che è un SI a nuove poltiche energetiche al passo con i tempi:
a)basta con le ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi in Sicilia, che tra l'altro è già tartassata da pozzi coltivati con concessioni degli ultimi 50 anni: al passato non si può porre rimedio, ma al presente e al futuro sì. Tutti sappiamo che chi oggi continua a cercare gas e petrolio è perchè vuole mettere mano sugli ultimi giacimenti che nei prossimi venti/trent'anni daranno profitti enormi e potere politico ed economico alla "casta", non certo benessere alle popolazioni locali.
b) vogliamo dalla Regione Sicilia una politica energetica che punti su energie rinnovabili, che sia compatibile con un modello di sviluppo ecosostenibile, mirato alla salvaguardia estrema dei Beni Culturali e Paesaggistici, di cui questo territorio (Noto in particolare) è ricchissimo e che finora si è miracolosamente salvato da uno sviluppo industriale selvaggio e che deve essere salvaguardato a 360° (cioè anche rispetto allo sviluppo turistico di massa: quello dei grandi villaggi turistici e dalla speculazione edilizia selvaggia, per intenderci). Come vede la battaglia NOtriv non è solo per impedire le trivellazioni gas petrolifere, ma è per lanciare un grido contro i rischi di distruggere il vero e unico Giacimento che può portare ricchezza a questa terra: quello culturale e naturalistico.
c) Siamo disponibili a parlare di diversificazione delle attività economiche, perchè sappiamo che le monoculture sono pericolose, ma sempre nell'ambito della sostenibilità: quindi oltre al turismo, vogliamo parlare di agricoltura di qualità, di attività di trasformazione dei prodotti locali, di artigianato, di produzione di cervelli con università e centri culturali,ecc.insomma tutto ciò che è naturalmebnte connesso con l'identità storica e culturale di questa terra.
d) ne consegue che la nostra lotta non è contro la Panther Eureka in quanto multinazionale americana, loro fanno il proprio lavoro e cercano di portare avanti i propri interessi: quello che noi denunciamo fina dall'inizio è che la Regione Sicilia ha dato quei permessi in violazione delle normative europee a salvaguardia dell'Ambiente e delle popolazioni locali: aver concesso ab origine un permesso che riguarda 750,00 kmq senza la VIA (ovvero la valutazione di impatto ambientale) e senza interpellare le popolazioni locali, è la cosa più "sporca" che la Regione potesse fare perchè la VIA, normativa europea, è un procedimento (l'unico credo) che deve essere portato avanti con rigide regole di trasparenza e pubblicità e che permette al singolo cittadino (badi bene non solo agli amministratori e alle associazioni dei cittadini) di intervenire nel procedimento per esporre i propri diritti ed interessi e, per legge, chi valuta il procedimento ha l'obbligo di tenere presente anche gli interessi del singolo cittadino!!! Tutto questo è stato ben argomentato in un ricorso al TAR di Palermo presentato cal Comitato Notriv tramite Legambiente nell'agosto 2005, cioè più di due anni fa e non si spiega perchè a tutt'oggi il TAR di Palermo non lo abbia esaminato se non, forse, perchè tali argomentazioni sono valide e, sempre forse, sarebbero costretti a darci ragione e ad annullare ab origine quei permessi, così come richiesto nel ricorso stesso.
e) a questo punto è solo un gioco politico di chi è a favore del Sì alle trivellazioni disguisire se la Panther cerchi solo gas o anche petrolio (hanno un permesso che gli consente, una volta partiti di fare quello che vogliono, un permesso di cercare e coltivare idorcarburi liquidi e gassosi, pertanto....perchè dobbiamo fidarci delle dichiarazioni del Sig, Smithermann che a parole ci giura che lui vuole solo il gas????), così come è anche per noi secondario stabilire se, in caso trovino solo gas, quale e quanto può essere l'impatto ambientale: sappiamo che, dalla relazione tecnica dell'Ing. Pallas, i rischi per le falde acquifere sono possibili, anche se non certi, sappiamo che laddove si trovi un buon giacimento di gas, poi per poterlo sfruttare dovranno costruire intorno decine se non centinaia di altri pozzi, e a quel punto ci sarà per forza uno stravolgimento del territorio.....figuriamoci se poi divessero trovare petrolio, che magari oggi non è conveniente estrarre, perchè sembra che qui ci sia petrolio non di prima qualità, ma visto il panorama del mercato del petrolio mondiale, tra venti o trent'anni (tanto durano le concessioni) avranno comunque il diritto di farlo come e quando vogliono e allora sarà troppo tardi. Noi pensiamo di avere un dovere anche verso le future generazioni.
f) riguardo alla dichiarazione della Panther di portare i pozzi da 21 a 8, dopo quanto le ho detto dovrebbe essere chiaro che si tratta di una assoluta mistificazione nei confronti della cittadinanza perchè:
1. si tratta di un atto dovuto per la loro autotutela, infatti nel disciplinare firmato per avere il permesso la Panther ha preso l'impegno di eseguire un programma di lavori che prevdeva 21 pozzi in 6 anni, suddiviso anno per anno (ad es. il primo anno perforeremo tot pozzi con un investimento di tot milioni di euro ecc, così via). Ora uno dei motivi che possono creare il presupposto per una revoca è proprio il non rispetto del programma dei lavori e dell'investimento relativo. Quindi i Sig.ri Panther hanno dovuto dire alla Regione: "vedete che noi non stiamo rispettando il programma non per colpa nostra ma perchè a Noto c'è un gruppo di gentaglia che ci sta mettendo il bastone tra le ruote (a partire dal Sindaco di Noto), pertanto siamo obbligati a rimodulare il programma, cioè faremo non più 21 pozzi ma otto, però investiamo più soldi perchè laddove tra questi otto pozzi ce ne fosse anche solo uno che ci conviene coltivare, poi ci dovrete dare la possibilità di fargli intorno tutti i pozzi che ci serviranno per estrarre gli idrocarburi senza limite (e saranno dieci, cento, mille, nessuno lo può dire per ora). Tutto questo è scritto in un documento consegnato dalla Panther alla Regione a giugno ed è quel documento che fece dire a Cuffaro in conferenza mondiale a Palazzo Chigi per la riapertura della Cattedrale, che la Panther aveva rinunciato a trivellare nei siti Unesco (che vergogna!!). Nello stesso documento infatti la Panther spiega  che siccome a Noto gli è stato impedito di andare avanti con il proprio legittimo programma dei lavori a difesa di questi benedetti territori Unesco, loro per chiudere il discorso si impegnavano a rinunciare a 86 kmq nel territorio di Noto, ovvero si impegnavano a non trivellare nel centro abitato di Noto e nella buffer zone definita dall'Unesco ( può verosimilmente calcolare che per l'Unesco la buffer zone è la zona che circonda il monumento protetto per non più di due km di raggio, ma le posso dire che non è chiaro del tutto il concetto), rinunciavano altresì a trivellare nell'area archeologica di Noto Antica e a Vendicari con aggiunta di una piccola area a ridosso della riserva. Se non è una presa in giro questa!! Per il resto non rinunciano a nulla, anzi la rimodulazione da 21 a otto pozzi li mette al riparo e a ulteriore garanzia di poter continuare nel loro intento: il pozzo Eureka Est vicino a Noto rimane nel programma di perforazione. Da ultimo quello che chiediamo alla Regione è quello che abbiamo chiesto fin dall'inizio: -un atto legislativo che annulli o revochi per sempre i permessi di ricerca in tutto il territorio del Val di Noto e nell'immediato, visto che gli iter legislativi sono sempre troppo lunghi e quindi rischiamo l'ennesima presa in giro, chiediamo che Cuffaro sospenda in autotutela i suddetti permessi, in attesa che l'atto legislativo vada a buon fine. Cuffaro può e deve fare subito tale atto di autotutela, addirittura questo atto gli viene suggerito dai giudici del Tar di Catania nella famosa sentenza dell'agosto scorso, che ha dato ragione alla Panther sulla questione del silenzio assenso in tema di VIA.


Comitato NOTRIV
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Di Comitato NOTRIV (del 31/10/2007 @ 23:19:54, in Lista adesioni ai NOTRIV, linkato 1601 volte)
ENTI, ASSOCIAZIONI E PERSONALITA' CHE SI SONO ESPRESSI CONTRO LE TRIVELLAZIONI GAS-PETROLIFERE NEL VAL DI NOTO A LIVELLO NAZIONALE:

  • A.I.A.B. (Presidente Dott. Agr. Andrea Ferrante), CAI (Presid. Naz. Club Alpino Italiano Annibale Salsa), Italia Nostra (Presid. Dr. Leandro Janni e vice arch. Rossana Bettinelli), Fondo Ambiente Italiano (Presid. Naz. Giulia Maria Mozzoni Crespi), WWF (Fulco Pratesi, Anna Giordano e Luigi Agresti), Legambiente (Roberto Della Seta), Prof. Gianni Puglisi presidente UNESCO Italia, Prof. Gaetano Sateriale presidente nazionale Associazione Italiana Città dell’UNESCO, CODACONS (Dott.Paolo Tanasi Presidente) ed altri…
  • A LIVELLO REGIONALE: A.I.A.B regionale (Prof. Paolo Guarnaccia e Dott. Vincenzo Moscuzza), ATTAC regionale (avv. Sara Giorlando), ENTE FAUNA SICILIANA (Presid. Prof. Pietro Alicata), Federazione Regionale Coldiretti, FLAI-CGIL regionale (Segr. Region. Sebastiano Lo Balbo); Consorzio Distretto del Sud Est ( Acireale, Caltanissetta, Noto, Modica, Ispica,Comiso, ecc.),ecc..

  • ASSOCIAZIONI ED ENTI CHE HANNO ADERITO e/o PARTECIPATO A MANIFESTAZIONI:
Acquanuvena, A.I.A.B., Forum Cittadino di AGENDA 21, Sindacato CGIL-SR, Decontaminazione Sicilia, Assoc. Terranostra, ARCI GlocalAction Noto, ARCI La Locomotiva Rosolini , ARCI Territoriale Siracusa, ARCI Khorakhanè Siracusa, ARCI Casa Comune Augusta, ARCI Esedra Sortino, Giornale online www.assud.it, C.I.R.S. Ragusa, Coop. Kalura Viaggi a piedi nella natura - Ragusa, Ente Fauna Siciliana (Segreteria Region.), Istituto mediterraneo per la democrazia diretta, Italia Nostra sez. di Noto, Legambiente Noto, Mani Tese Sicilia, Pro Loco di Avola, Pro Loco di Rosolini, Siciliantagonista.org, Terra e Liberazione, Greenpeace di Catania, WWF di Catania, i GRILLI ARETUSEI, NO PONTE, NO TAV, No inceneritori, www.liberacittadinanza.it, No rigassificatori e numerosi altri
  • PERSONALITA’ DEL MONDO DELLA CULTURA, DELLO SPETTACOLO, DELLA SOCIETA’ CIVILE E RELIGIOSA E MEMBRI DEL COMITATO SCIENTIFICO:
Andrea Camilleri – scrittore, il cui appello su Repubblica ha raccolto più di 82.000 firme
Philippe Pallas – Consulente ONU risorse idriche
Ray Bondin - presid. ICOMOS
Vittorio Sgarbi – critico d’arte
Giuseppe Tornatore - regista
Antonio Zichici – scienziato
Alex Zanotelli- Sacerdote Missionario
Mons. Giuseppe Malandrino - Vescovo Emerito di Noto
Marinella Fiume – scrittrice
Rosellina Salemi – scrittrice
Leo Gullotta - attore
Erminia Gallo - poetessa
Roy Paci – musicista
Maurizio Pallante – economista
Luigi Solarino – scienziato
Giacinto Franco – scienziato
Carlo Truppi – Docente universitario. e direttore ARP
Pier Paolo Mallia – Ing. Ambientale
Maria Mazzeo- Esperta di V.I.A.- Geologa
Pucci Piccione – avvocato
Giancarlo Ferrero – avvocato
Giuseppe Fiengo – Avvocato
Raffaele Fiengo – giornalista
Felice Bonfanti – avvocato
Dafne Anastasi -Avv. Senza Frontiere
Gabriella Tiralongo – Avvocatessa
Susanna Tomei – Avvocatessa
Silvia Manderino – Avvocatessa
Mestre Andrea D’ Angelo – Ing. ambientale
Paolino Uccello – Guida naturalistica
Alfredo Petralia –Dirett. Dipartim. Univ. CT
Pietro Alicata – Doc. universitario
Giorgio Sabella – Doc. universitario
Giovanni Di Maria – Operatore culturale
Lorenzo Aiello – Architetto
Elena Azzone – Arch. Commissione Centri Storici – Ragusa. ….e molti, molti altri ancora…
  • DEPUTATI CHE HANNO PRODOTTO INTERROGAZIONI O INTERPELLANZE o PROPOSTE DI LEGGE o CHE SI SONO SCHIERATI CONTRO LE TRIVELLAZIONI:
A livello nazionale:
Sen. Loredana De Petris, On. Angelo Bonelli, On. Grazia Francescato, On. Arnold Cassola, On. Anna Donati, On. Nicola Bono, Ministro Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro Rosy Bindi, On. Sampieri, On. Cortiana, ecc. A livello europeo: Monica Frassoni, Claudio Fava A livello regionale: On. F. Granata, On.Ammatuna, On. Ortisi, On.De Benedictis, On.Zappulla, On.Pogliese, Presidente Regione Siciliana On. Cuffaro, On. Pippo Gianni, Ass. Rosanna Interlandi.
A livello Provinciale:
Presidente della Provincia Regionale di Siracusa Bruno Marziano, Dott. Enzo Cottone, Giuseppina Ignaccolo, Ass.Tati Sgarlata, Ass. Paolino Uccello, Ass. Barbara Fronterrè, ecc.

  • COMUNI DEL VAL DI NOTO CHE HANNO ADERITO: NOTO MODICA SIRACUSA SCICLI VITTORIA COMISO PALAZZOLO A. CALTAGIRONE PIAZZA ARMERINA BUSCEMI AVOLA ISPICA PACHINO PORTOPALO MILITELLO Val Di Catania POZZALLO VITTORIA MAZZARINO ACIREALE

  • Il Consiglio Comunale di Noto SI E’ ESPRESSO ALL’UNANIMITA’ CONTRO LE TRIVELLAZIONI GAS-PETROLIFERE nella seduta del 22 febbraio 2007;
così come
  • Il Consiglio Provinciale di Siracusa, i Consigli Comunali di Avola, Modica,Portopalo, ecc.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI E ADESIONI VISITATE IL SITO www.notriv.it

COMITATIO per le Energie Rinnovabili e Contro le Trivellazioni Gas-Petrolifere in Sicilia e MOVIMENTO NO-TRIV
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Di Comitato NOTRIV (del 31/10/2007 @ 11:08:35, in Le risposte: chi è la Panther ?, linkato 848 volte)
Q: CHI È LA PANTHER EUREKA SRL?
RISPOSTA DA PARTE DELLA PANTHER EUREKA SUL FILO DIRETTO SU NOTOBAROCCA:

La Panther Eureka è una società italiana che ha un permesso di ricerca idrocarburi in Sicilia, compreso tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania.

RISPOSTA COMPLETA E VERA:La Panther Eureka è titolare di un permesso di ricerca denominato Fiume Tellaro, acquistato a tutt’oggi per il 25% da una società francese denominata Maurel et Prom, con un contratto che le riserva l’opzione di acquisto dei diritti del permesso fino al 40/50% in seguito ai risultati dei primi pozzi esplorati.

DOMANDE PERTINENTI A QUESTA PRIMA QUESTIONE

Q:CHI E’ LA MAUREL ET PROM?

Si prega di consultare il sito della società redatto in francese ed inglese: WWW.MAURELETPROM.FR

Q: CHE COSA SIGNIFICA QUESTO ACQUISTO SUI DIRITTI DEL PERMESSO DI RICERCA: SIAMO FORSE DIFRONTE AD UNA TIPICA SPECULAZIONE FINANZIARIA BASATA SULLE SEGUENTI FASI: TRIVELLO, TROVO, IN BASE A CIO’ CHE TROVO LE MIE AZIONI VENGONO QUOTATE, VENDO LE MIE AZIONI AL MIGLIOR OFFERENTE E ME NE VADO A TRIVELLARE IN UN’ALTRA PARTE DEL MONDO?

Q:ANCHE LA MAUREL ET PROM E’ INTERESSATA SOLO AL GAS O ANCHE AL PETROLIO?

Dal sito della Maurel et Prom:

MAUREL ET PROM: UNA PRESENZA MONDIALE, UN PORTFOLIO DIVERSIFICATO NEI SETTORI DEL PETROLIO E DEL GAS

Con l’avvio come compagnia petrolifera nel 2000 con il suo primo settore di produzione in Congo, la Maurel et Prom è stata capace di crescere e allargare il proprio portfolio minerario. Oggi il gruppo ha operazioni in 10 paesi attraverso 4 continenti.

L’acquisizione di nuovi permessi di ricerca e l’assorbimento della colombiana Hocol e di disponibilità in Venezuela ha permesso al gruppo di diventare uno dei maggiori protagonisti dell’industria petrolifera e uno dei protagonisti indipendenti leader in Europa.

Q:MA ALLORA E’ POSSIBILE CHE UNA SOCIETA COME LA PANTHER SI AGGIUDICA UN PERMESSO, TROVA QUEL CHE C’E’ DA TROVARE E POI PUO’ RIVENDERE I DIRITTI DI ESTRARRE AL MIGLIOR OFFERENTE?

Q:QUINDI TUTTE LE GARANZIE CHE OGGI DA LA PANTHER AI CITTADINI, DOMANI POSSONO ESSERE NULLE PERCHE’ NEL FRATTEMPO HA VENDUTO I DIRITTI DI COLTIVAZIONE AD UN’ALTRA SOCIETA’?

Q:E’ POSSIBILE CHE QUESTO AVVENGA LEGALMENTE’ IN ITALIA’: SI O NO?

Q:CHE COSA TUTELA I CITTADINI E IL TERRITORIO DA TALI COMPRAVENDITE DI DIRITTI DI CONCESSIONE ED ESTRAZIONE?

Q:LE PROMESSE CHE OGGI FA LA PANTHER SARANNO MANTENUTE DOMANI ANCHE DALLA MAUREL ET PROM??

INFORMAZIONI UTILI
Dal sito della Maurel et Prom: www.maureletprom.fr

Sicily
In February 2005, Maurel & Prom acquired 25 % of the issued capital in the Italian company Panther Eureka S.r.l., in a deal worth US$2 million. The exploration permit of Fuime Tellaro (Sicily) is currently being transferred to this firm. The permit covers an area of 747 km², and was estimated by Ryder Scott in 2004 as representing 274 Bcf (including 50 Mboe that Maurel & Prom is currently classing as possible).
In 2005 a new well will be developed while work at an old well will resume. Depending on the outcome of these operations, the company holds an option to increase its share in Panther Eureka S.r.l. to 40% and then to 50% for a further amount of US$20 million maximum. The decision to take up this option will depend on results at the first two wells, where work will begin in June/July 2005.

Traduzione
Sicilia

Nel Febbraio 2005, Maurel & Prom ha acquistato il 25% di capitale della compagnia italiana Panther Eureka per un valore concordato di 2 milioni di dollari americani. Il permesso di ricerca Fiume Tellaro (Sicilia) è in fase di trasferimento a questa società. Il permesso copre un area di 747 kmq ed è stato stimato da Ryder Scott nel 2004 come possibile riserva di 274 Bcf (che include 50 Mboe che la Maurel et Prom considera attualmente possibili) (Bcf= billioni di piedi cubi e mboe=millioni di olio equivalente che sono unità di misura usate per le riserve di gas (Bcf)e per le riserve che presumibilmente contengono gas e petrolio(Mboe).

Nel 2005 un nuovo pozzo sarà sviluppato ed un vecchio pozzo sarà riaperto. Dipendentemente dai risultati di queste operazioni, la Compagnia ha una opzione di incrementare la sua compartecipazione nella Panther Eureka S.r.l. fino al 40% e poi fino al 50% per un ulteriore ammontare di 20 milioni di dollari come massimo. La decisione di portare avanti questa opzione dipenderà dai risultati dei primi due pozzi,i cui lavori inizieranno nel giugno/luglio 2005.

(ndr: la Ryder Scott è una delle più eminenti società di consulenza per le società petrolifere in grado di stimare le possibili riserve di gas e petrolio nelle varie parti del mondo; per chi volesse approfondire: www.ryderscott.com )

DAL SITO DELLA MAUREL ET PROM

RISERVE

Maurel & Prom Group’s reserves were certified at the beginning of 2007 by an independent entity, the American consultancy DeGolyer & MacNaughton (DMN).

Le riserve del Gruppo Maurel et Prom sono state certificate all’inizio del 2007 da un soggetto indipendente la consulente Americana De Golyer & MacNaughton (DMN)

Chi è la consulente americana De Golyer & Mac Naughton???

Dal loro sito: www.demac.com . “La De Golyer & MacNaughton offre una vasta gamma di servizi nel settore dell’upstream (dove per upstream si intendono tutte le attività collegate alla esplorazione e alla produzione di idrocarburi) dell’industria petrolifera, incluse le valutazione del potenziale di idrocarburi presenti nelle aree di ricerca, la stima e la classificazione delle riserve che possono essere ricoverate in seguito a nuove scoperte, verifica delle riserve di idrocarburi, previsioni della produzione stima del valore delle proprietà in previsione di acquisti, vendite, finalità assicurative e obiettivi finanziari.

La Ditta offre esperti nei maggiori materie scientifiche correlate alla valutazione del petrolio come da lista seguente.”

The certification methods used are based on the international standards usually used in the hydrocarbon industry.


I metodi di certificazione usati sono basati sugli standard internazionali usati normalmente nell’industria degli idrocarburi.

The chart below summarizes the reserve data, working interest net of royalties, certified by DMN on January 1st, 2007 (excluding M’Boundi and Kouakouala, acquired by Eni Congo SA):

La tabella seguente riassume I dati delle riserve, al netto delle royalties, certificate da DMN al 1° gennaio del 2007 (in esclusione di M’Boundi e Kouakouala, acquistate dall’ENI Congo SA)

NOTA BENE: LA SEGUENTE TABELLA SULLE RISERVE DELLA MAUREL PARLA SOLO DI MBOE(milioni di barili di petrolio equivalent): attenzionare le riserve segnalate in Sicilia che possibilmente coincidono con l’acquisto dei diritti del permesso della Panther Eureka Fiume Tellaro e sotto seguire la legenda tradotta in italiano.

Country

M&P Reserves (w/o royalties) – Mboe *

P1
P1+P2
P3**
Congo

Reserves as of 01/01/2006

52,4
122,2
62,5
Production 2006
-8,6
-8,6
-
Acquisition
0,1
0,4
0,5
Sale
-43,9
-114,0
-63,0
Revision
-
0,3
0,4

Reserves as of 01/01/2007

-
0,3
0,4
Gabon

Reserves as of 01/01/2006

5,4
54,1
58,3

Production 2006

-
-
-

Entry of the Gabonese Gvt.

-2,7
-6,9
-
Revision
13,8
-4,3
53,7

Reserves as of 01/01/2007

16,5
42.9
112,0
Sicily
Reserves as of 01/01/2006
-
8,7
83,2
Production 2006
-
-
-
Revision
-
-
-
Reserves as of 01/01/2007
-
8,7
83,2

Amérique Latine

Reserves as of 01/01/2006

45,1
84,0
18,2

Production 2006

-5,8
-5,8
-
Revision
-9,8
-17,5
2,4

Reserves as of 01/01/2007

29,5
60,7
20,6
Total

Reserves as of 01/01/2006

102,9
269,0
222,2

Production 2006

-14,4
-14,4
0,0
Acquisition
0,1
0,4
0,5

Entry of the Gabonese Gvt.

-2,7
-6,9
-
Sale
-43,9
-114,0
-63,0
Revision
4,0
-21,5
56,5

Reserves as of 01/01/2007

46,0
112,6
216,2

(*) Mboe = Million of barrels oil equivalent.(Milioni di barili di petrolio equivalente)


(**) P3 01/01/2007: w/o exploration project. (progetti di ricerca escluse le royalties)

The P1 reserves correspond to the proved reserves.

Le riserve P1 corrispondono alle riserve comprovate


The P1 + P2 reserves include, besides the P1 reserves, the probable P2 reserves.

Le riserve P1 + P2 coorispondono, accanto alle riserve P1, le probabili riserve P2


The P3 reserves define the possible reserves.

Le riserve P3 definiscono le possibili riserve

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Guardate dove vogliono mettere la CO2. File in .pdf (536Kb)molto interessante.
Cliccare sulla foto.
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Di Comitato NOTRIV (del 30/10/2007 @ 00:22:20, in Risposte ai giornali, linkato 836 volte)
JIM E LO SCERIFFO
Sappiamo, e non è una novità, che il quotidiano “La Sicilia” è stato sempre attratto dal canto delle sirene petrolifere: grandi spazi offerti alla propaganda dei petrolieri, spazi risicati se non inesistenti, alle ragioni del fronte contrario alle trivellazioni. Non ci sorprende pertanto il servizio smaccatamente agiografico apparso , domenica 28 ottobre sulle pagine del quotidiano dedicate ai fatti di Sicilia (pag. 8) e recante il titolo “I Pozzi? Sono invisibili“. La foga celebrativa del cronista tal Mario Barresi gli ha fatto però trascurare che alcune note riportate non è che portino proprio acqua (ma sarebbe meglio petrolio) al mulino (trivelle) dei petrolieri: tutt’altro. Per la prima volta l’ing. Palmeri, responsabile del Dipartimento per i procedimenti amministrativi e la protezione dell’ambiente della Panther Eureka, ammette che, testuale, ” l’unico problema potrebbe essere quello della falda acquifera dal livello del suolo fino alla profondità di 600 metri” che, evidentemente, non è problema marginale e che, fra le tante è anche una delle nostre maggiori preoccupazioni . Il cronista, ritenendo forse di essere brillante, ci svela anche l’ambiente psicologico di Jim Smitherman, il Presidente della Panther: “il Presidente - dice- ha già scucito 15 milioni ed era molto ottimista, ma adesso si sta stancando, sta perdendo fiducia oltre che i soldi,; se fossimo stati in Texas - Lui dice - la cosa si sarebbe fatta in un paio di settimane: col permesso dello Sceriffo (proprio così, dello Sceriffo) e una squadra di operai avremmo fatto 21 pozzi e saremmo in attivo. Ma purtroppo non siamo in Texas”. A questo punto a noi del Comitato NO-TRIV, dispiace, per noi e per Lui, che egli non si trovi adesso in Texas, ma ci fa piacere sapere che Lui si stia stancando, cosa che invece a noi non succede. E’ altresì utile, per tutti i cittadini interessati, sapere che l’impatto occupazionale di 21 pozzi sarebbe una squadra di operai impiegata per 10 giorni, stante che gli operai siciliani valgono sicuramente quanto quelli americani. Se poi ne fa una questione di soldi, lasci tutto e punti sul risarcimento della Regione Sicilia e vedrà che sarà stato un vero affare. Sul finale dell’articolo siamo però d’accordo col giornalista che continua “ passato il confine “amico”, quello ibleo, sul versante siracusano quelli della Panther giocano fuori casa. Lì ci sono il sindaco Corrado Valvo, Fabio Granata e i NO-TRIV. Altro che lo sceriffo del Texas…”. E dice bene. Comitato NOTRIV
Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Comitato NOTRIV (del 07/10/2007 @ 17:37:39, in Rassegna Stampa, linkato 491 volte)
Gaetano Sateriale il Presidente dell'Associazione italiana Città e Siti Patrimonio Mondiale nell'editoriale di "SITI" dell'ottobre/dicembre 2007 ,la rivista della stessa Associazione, si scandalizza come "...gli scempi paesaggisticinon hanno proprio insegnato niente. Non sono stati sufficienti decenni di devastanti aggressioni al territorio, in nome di modernizzazione e progresso, per far assimilare la consapevolezza che il patrimonio artistico, culturale e naturale è la risorsa più preziosa del nostro Paese, la principale "materia prima" di cui disponiamo. ... Questo è ciò che intende fare la nostra Associazione, schierandosi compatta a fianco del sindaco Corrado Valvo nella difesa del Val di Noto e contro ogni tentativo di inseguire miraggi economici del tutto estranei alla naturale vocazione di un territorio..." Vedi tutto l'articolo
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Comitato NOTRIV (del 06/10/2007 @ 16:12:26, in Comunicati Stampa, linkato 462 volte)
ORMAI IL GIOCO E' STATO SCOPERTO!!! I Petrolieri vogliono perforare a tutti costi il Val di Noto e stanno giocando le loro ultime carte: la potenza economica . Stanno trovando sempre più spazi su tanti Media siciliani e non, organizzano forum su siti web, giri turistici nei pozzi di idrocarburi... Stanno acquisendo spazi nell'informazione perchè non vogliono accettare la volontà delle popolazioni e delle istituzioni locali del Val di Noto.
Ci sono alcuni media siciliani che sembrano il bollettino dei petrolieri ( LA SICILIA e Video Regione del gruppo petrolifero Minardo valgono per tutti) Video Regione è arrivata ad organizzare una trasmissione sulle trivellazioni senza invitare il Comitato Notriv che da anni tiene alta la lotta contro lo scempio annunciato.
LA SICILIA, oscura da sempre la presenza del Comitato NOTRIV, e la nasconde nella cronaca locale e fino a domenica 28 ottobre 2007 dedicava ampie pagine a diffusione regionale alla difesa delle ragioni dei Petrolieri. I petrolieri hanno perfino fatto nascere un Comitato, a loro favorevole, con gente di Noto arrabbiata per aver perso le elezioni amministrative del 2005 che è alla ricerca di rivincite politiche e non si rende conto quanto sta prestando il fianco a progetti eteroguidati. Entrando nei Media stanno cercando di piegare le coscienze dei Siciliani e dei Deputati Regionali che devono , fra un pò, votare la legge ferma-trivelle.
Il COMITATO NOTRIV LANCIA UN ACCORATO APPELLO AL MONDO INTERO PER FERMARE I PETROLIERI ( ITALIANI E STRANIERI) E CONTRO IL LORO TENTATIVO DI PENETRARE AD OGNI COSTO NEL VAL DI NOTO NONOSTANTE
1) NELLA MANIFESTAZIONE DI MASSA, DEL 17 MARZO 2007, 3500 PERSONE, 160 ASSOCIAZIONI NAZIONALI, 17 SINDACI DEL VAL DI NOTO, 1 PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, 1 VESCOVO, MOLTI DEPUTATI NAZIONALI E REGIONALI ABBIANO DETTO NO!
2) 82 MILA FIRME RACCOLTE SUL SITO DE "LA REPUBBLICA-ON LINE" ABBIANO DETTO NO!
3) 20 MILA FIRME SU CARTA ED INVIATE A CUFFARO ABBIANO DETTO NO!
4) L'UNESCO STIA DICENDO A GRAN VOCE CHE E' ASSURDO FAR RIPARTIRE LE TRIVELLAZIONI
5) UOMINI DI CULTURA SI SIANO SCHIERATI DICENDO NO!
6) TUTTE LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE ITALIANE STIANO DICENDO NO!
7) IL VAL DI NOTO STIA PER DIVENTARE "PARCO NAZIONALE DEGLI IBLEI"
8) CI SIANO GIA' IN ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA DUE PROPOSTE DI LEGGE( UNA DI CUFFARO ED UNA DI ALLEANZA NAZIONALE) PER BLOCCARE LE TRIVELLAZIONI
9) INTERROGAZIONI DI PARLAMENTARI REGIONALI E NAZIONALI DI VARI SCHIERAMENTI CHE CHIEDONO LA REVOCA DEI PERMESSI A PERFORARE DEL 2004 E DEI SUCCESSIVI
Ci appelliamo al buon senso di quanti hanno espresso la loro contrarietà al processo di reindustrializzazione gas-petroliefera in Sicilia. Chiediamo loro che si facciano promotori di altri appelli ed iniziative per fermare le trivelle gas-petrolifere in tutta la Sicilia ed impedire che nei prossimi anni questa sia trasformata in un colabrodo!!!
IL VAL DI NOTO NON SI ARRENDE!!!

Comitato NOtriv www.notriv.it
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