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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea Oscar Wilde
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\\ Home Page : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Comitato NOTRIV (del 16/11/2007 @ 19:14:18, in Comunicati Stampa, linkato 1170 volte)
COMUNICATO DEL COMITATO NOTRIV SULLA CONFERENZA TENUTA A NOTO IL 15 NOV.2007 DAI PETROLIERI E DA ALTRI... PER SPIEGARE "LE RAGIONI DEL SI": un FIASCO!! COMITATO "SI-TRIV" O "SI-FLOP"???
Una conferenza organizzata per dare l'opportunità alla Panther Eureka e al suo presidente Jim Smitherman di "smentire la campagna dei sedicenti ambientalisti locali che per 3 anni hanno raccontato solo menzogne e preso in giro la gente". Bene, nonostante questa premessa che preannunciava insulti e provocazioni, il Comitato Notriv è andato ad ascoltare,con la determinata e preventiva decisione di non rispondere alle provocazioni che puntualmente si sono verificate, presupponendo che la presenza di personaggi tanto illustri e rappresentativi (era prevista la presenza oltre che di Jim Smithermann, dell'Asi di Ragusa, della Confindustria di Ragusa,della CGIL CISL UIL di Ragusa. Perchè poi Relatori solo di Ragusa?),avrebbe messo in moto una potente macchina organizzativa capace di riempire la Sala Gagliardi. Niente di più SBAGLIATO!!!
UNA SALA GAGLIARDI VUOTA, UN SOLENNE FIASCO!! le foto che vi mostriamo parlano chiaro 20 persone(forse) partecipanti di cui 8 esponenti del mitico Comitato No-triv CHE DIRE?? E' un forte ed inequivocabile segnale che in Sicilia cresce la consapevolezza che questa terra non vuole altri stupri delle sue viscere e non vuole rischiare le sue risorse naturali e paesaggistiche per progetti diretti da altri! www.notriv.it Comitato NOTRIV
Di Comitato NOTRIV (del 14/11/2007 @ 19:36:54, in Cos'è la cogenerazione, linkato 1686 volte)
“Per produrre acqua calda e vapore devo spendere energia, e quindi denaro. Con un impianto cogenerativo invece posso ottenere le stesse quantità di acqua calda e vapore che mi occorrono sfruttando il calore di scarico dell’impianto che produce energia elettrica”. A parlare è l’Ing. Antonio Calabrò, ricercatore dell’ENEA nel campo dell’impiantistica energetica, che illustra i vantaggi e lo stato di avanzamento di questa tecnologia. -Ing. Calabrò, come funziona un impianto di cogenerazione? -Da quando è iniziata la ricerca su questo tipo di impianti?La cogenerazione industriale è ormai una realtà ben consolidata nel nostro Paese, con una grande tradizione nel mondo produttivo italiano fin dagli anni 70, favorita anche dalla crisi petrolifera. -Quanta energia viene prodotta in Italia con gli impianti cogenerativi?I dati del 2004 riportano che la percentuale dell’energia elettrica da impianti cogenerativi rispetto all’energia totale termo-elettrica è di circa il 15%, che è un valore ancora migliorabile. La liberalizzazione del mercato energetico ha facilitato notevolmente le condizioni di sviluppo di questo sistema, grazie alla possibilità che esso offre di vendere il surplus energetico che si crea nella produzione di energia. Quell’eccesso energetico si può immettere in rete traendone profitto e stimolando nel contempo la decentralizzazione dell’energia, con tutti i vantaggi che ne seguono a livello sia di risparmio energetico (minori dispersioni lungo la rete) sia di sicurezza, per esempio sulla circoscrizione del rischio black-out. -A livello tecnico quali sono i sistemi cogenerativi più utilizzati?Come detto la cogenerazione non implica l’utilizzo di nuove tecnologie di conversione energetica: può essere utilizzata una turbina a gas, una turbina a vapore oppure un motore alterativo o, infine, le celle a combustibile. -Quali sono i vantaggi sensibili dell’utilizzo di sistemi cogenerativi? - Gli effetti positivi sull’impatto ambientale?Oltre al risparmio di combustibile, vi sono da considerare ulteriori vantaggi, conseguenza più o meno diretta del risparmio energetico, quali per esempio: la riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti per il minor consumo di fonti primarie, i minori danni ambientali causati dalla più bassa quantità di calore scaricato nell’ambiente e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra.
ICARO - Impianto per la produzione combinata di energia termica ed elettrica e per la sperimentazione sulla cogenerazione (Centro Ricerche Casaccia)
Interno edificio ciclo termico
Di Admin (del 06/11/2007 @ 12:23:53, in Perchè siamo per il NO, linkato 1231 volte)
Ing. Philippe Pallas Consulente delle Nazioni Unite per la valutazione e lo sfruttamento delle risorse idriche. Impatto ambientale di un programma di esplorazione e di sfruttamento di gas naturale nel Val di Noto. . 1) Impatto ambientale e rischio ambientale. C'è una notevole differenza tra impatto e rischio. Impatto è la conseguenza indiscutibile di un evento, per esempio l'allagamento di un villaggio in seguito alla costruzione di una diga. Il rischio è una semplice probabilità che un impatto negativo avvenga. Questa probabilità può essere piccola (caso di un pozzo isolato di ricerca) ma diventare quasi un impatto quando le cause sono moltiplicate (centinaia di pozzi di sfruttamento). Nel caso in cui una riserva significativa di gas fosse rinvenuta nel territorio di Noto a seguito di un pozzo di ricerca, è ovvio che in una seconda fase si procederà allo sfruttamento, trivellando centinaia di pozzi distribuiti sul territorio di Noto. E dunque erroneo considerare il problema del rischio/impatto ambientale sotto l’ angolo di un unico pozzo di ricerca come tenta di farlo la Panther Oil. Il problema ambientale deve essere affrontato nel suo insieme, considerando la possibilità che numerosi pozzi vengano trivellati nel futuro.. Da aggiungere che la vita produttiva di un pozzo di gas non è molto lunga e rapidamente la produzione diminuisce e necessita la trivellazione di un altro pozzo per mantenere la produzione stabile.. L'analisi che segue va dunque vista come un analisi dei rischi ambientali di un programma di ricerca/sfruttamento di gas nel territorio di Noto e non soltanto come un esame dei rischi legati alla perforazione di un solo pozzo di ricerca. E dunque essenziale che tutto sia fatto per impedire la trivellazione del primo pozzo. Se questa avvenisse, sarà poi molto difficile prevenire lo svolgimento successivo della fase di sfruttamento con la trivellazione di centinaia di pozzi che non si limiteranno certamente ai 21 annunciati dalla Panther. 2) Danni legati alle ricerche geofisiche per localizzare le zone favorevoli a nuovi pozzi. L'uso del "Ground Penetrating Radar" riferito nella lettera della Panther al Sindaco di Noto in data 7 dicembre 2006, non appare fattibile perchè questa tecnica non è ancora capace di penetrare nel sottosuolo oltre gli strati argillosi (Formazione Tellaro). Esperimenti fatti in Egitto alcuni anni fa per determinare le profondità delle arenarie nubiane (circa 900m) sono stati molto deludenti. Di solito il GPRadar è utilizzato per localizzare accumuli sotterranei di idrocarburi a profondità che non eccedono 20-30m. E dunque molto probabile che verrà utilizzata la sismica riflessione con uso di esplosivi in pozzi superficiali oppure questi grossi vibratori che provocano mini-terremoti. Queste scosse possono avere un impatto negativo sulla circolazione delle acque sotterranee nelle fessure e faglie dei calcari che sono abitualmente il serbatoio da dove provengono la maggior parte delle acque usate per l'agricoltura nella piana di Noto e per l'approvvigionamento idrico della città di Noto. Casi di sparizione di sorgenti sono citati nella letteratura idrogeologica a seguito dell'impiego di metodi sismici per la ricerca petrolifera. 3, Opportunità di danno ambientale legato alle attività (lì trivellazione nel cantiere. Un cantiere di perforazione petrolifera è una fonte permanente di inquinamento legato a: - Oli per i motori, liquidi di raffreddamento, gasolio inavvertitamente versati o usciti come perdita dei numerosi motori che operano nel cantiere. Questi prodotti inquinanti possono essere trasportati via con le precipitazioni con il rischio di inquinare le falde superficiali a prossimità. - Fanghi i perforazione (drilling fluid}: sospensione colloidale di argilla bentonitîca nell'acqua che serve a lubrificare la perforazione, portare su i detriti di perforazione e compensare la pressione del gas quando si raggiunge lo strato produttivo. Normalmente questi fanghi vengono riciclati con l'eliminazione dei detriti (cuttings) e con l'aggiunta di prodotti chimici per rigenerare le proprietà fisico-chimiche dei fanghi (viscosità, peso specifico... ). Però capita che durante l'attraversamento di formazioni (evaporati, acqua salmastra..) o semplicemente perchè si caricano di particelle fini di roccia che non si possono eliminare, i fanghi debbono essere cambiati. La parte colloidale viene separata dall'acqua e viene eliminata (seppellita con rischio di inquinamento di falde sotterranee) con il suo carico di prodotti chimici. A volte anche la parte liquida viene eliminata (centinaia di metri cubi di acqua generalmente salata e carica di prodotti inquinanti) per spargimento sul terreno o in discarica pubblica. -I detriti di perforazione (cuttings) solo le rocce macinate dagli attrezzi di perforazione (cuttings) che possono raggiungere volumi importanti (più di 100 metri cubi per un pozzo). Questi detriti inglobati in residui di fango debbono essere eliminati (seppelliti con rischio di inquinamento di falde sotterranee) oppure lavati e utilizzati come materiale di costruzione. Ma in questo caso il lavaggio necessita una grande quantità di acqua, Emissioni di gas di scarico dovuto ai veicoli, alle trivelle, ai compressori e alla polvere sollevata dal traffico automobilistico Il volume totale dei detriti solidi e liquidi che risultano da una trivellazione di 3000 m possono variare dai 1000 ai 3000 metri cubi a secondo dei problemi incontrati che hanno necessitato il cambiamento dei fanghi. La dispersione in superficie di tutti i detriti e rifiuti di perforazione possono ovviamente inquinare le falde superficiali siano esse presenti sotto la zona del cantiere oppure dopo trasporto a valle dalle acque piovane. Anche i suoli a vocazione agricola possono essere inquinati dai prodotti trascinati dalle acque di scroscio. Esempi di inquinamento Environmental Protection Agency ha pubblicato migliaia di pagine sui problemi di inquinamento e di rischi ambientali legati alla ricerca e lo sfruttamento del gas naturale US Fish and wildlife service ha mostrato in un voluminoso documento i rischi per gli uccelli migratori legati all'abbandono di fosse piene di acqua con residui di idrocarburi nei cantieri di perforazione alla fine dei lavori. Rischi di confusione da parte degli uccelli migratori tra gli Stagni di Vendicari e certe fosse abbandonate e colme di acqua con residui di idrocarburi Attorno al Mar Caspio nel NW del Kazakhstan le acque sotterranee nella zona degli sfruttamenti di petrolio e di gas, mostrano dei valori di Bore 4 a 10 volte il valore ammissibile, di Cromo 3 a 5 volte, di Phenol 1,5 a 2,5 volte, di idrocarburi da 1,5 a 2,5 volte. 4. Opportunità di danno ambientale legata all'attraversamento di formazioni inquinanti durante e dopo la trivellazione. Un caso frequente in certe zone del mondo dove la ricerca petrolifera è stata intensa, è l'abbandono di pozzi improduttivi sommariamente chiusi in profondità, che col tempo mettono in comunicazione falde profonde salate con le falde dolci in seguito alla corrosione delle camicie di acciaio. Esempìo Oued Rhir in Algeria e zona di Ouargla dove le falde dolci in provenienza di acquiferi profondi sono state inquinate dalla migrazione di acque ipersalate attraverso le camicie corrose di pozzi petroliferi abbandonati. Un altro problema è la produzione incidentale di acqua di giacimento associato al gas. Più frequente nei pozzi petroliferi. Acqua ipersalata fino a 5 volte la salinità del mare. L'eliminazione di quest'acqua in superficie può essere molto dannosa. Esempio La Oklahoma Corporation Commission riferisce che nel periodo compreso tra 1993 e 2003 più di 18000 casi di rilascio di acqua salata e di idrocarburi sono stati documentati (perdite da teste di pozzi, condotte, fosse, serbatoi oppure illegalmente scaricati nella natura. Il volume totale di questi scarichi sarebbe di circa 4 miliardi di metri cubi. Il 34% di questi scarichi sono stati dannosi per l'ambiente (acque di superficie, acque sotterranee, coltivazioni, pesci, wildlife). 5.Opportunità di danno ambientate legato ad un'eruzione non controllata (blow out). Statistiche mondiali riferiscono che 1 % sei pozzi di gas hanno avuto un problema di eruzione non controllata (blow out). Questo fenomeno succede maggiormente nelle zone povere di informazioni sulle caratteristiche del giacimento nelle quali la densità del fango utilizzato è statosottostimato. Nella maggior parte di casi l'eruzione viene annullata nel giro di pochi minuti o poche ore, ma ogni tanto un'eruzione diventa uno scoppio con incendio del gas che fuoriesce, con dei danni importanti all'ambiente: uscita violenta di acqua salata e di idrocarburi trascinati dal gas in eruzione e rischio di inquinamento per falde superficiali. Anche se nella zona di Noto la pressione di giacimento è riportata essere molto bassa, il rischio di eruzione non può essere ignorato. Esempio Nell’ Ohio un eruzione non controllata di un pozzo di gas ha provocato danni seri nelle falde sotterranee per iniezione di grandi quantità di metano durante il blow out. Nel giugno 2002 in un pozzo di Val d'Agri in Basilicata un eruzione incontrollata ha provocato lo spargimento di idrocarburi nebulizzati su una superficie dell'ordine di un ettaro e mezzo, con gravi danni ambientali (vedi abbondante letteratura su questo incidente e in particolare la relazione del Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato redatto il 10 giugno, prot. N.10044 pos VI-1-1 inviato al Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata). 6.Rischi legati alla sismicità del Val di Noto Il Val di Noto è classificato come territorio ad alto rischio sismico e non é trascurabile la possibilità che in quella zona si verifichino terremoti di magnitudo pari al sesto/settimo grado della scala Richter, con effetti devastanti sulle strutture e infrastrutture presenti A seguito di un forte terremoto, il rischio di sgretolamento del cemento dietro le camicie di acciaio dei pozzi potrebbe provocare l'inquinamento di falde dolci; un forte evento sismico potrebbe anche danneggiare le condotte di gas, provocandone la fuoruscita e danni ambientali notevoli per incendio o sernplicemente inquinamento atmosferico. 7.Opportunità di danno ambientale legato allo sfruttamento di gas Non è possibile immettere il gas prodotto da un pozzo direttamente in un gasdotto. Un trattamento preliminare è necessario perchè piccole quantità di acqua o di altri condensati idrocarburici possono mettere in pericolo il trasporto del gas a causa di: - Formazione di idrati e di slugs (tappi liquidi) con possibili danni alle apparecchiature delle stazioni lungo il trasporto e/o nei processi a valle. - Corrosione delle pipeline La salamoia associata al gas è estratta con dei procedimenti chimici ed è poi sparsa sul terreno o trasportata in discariche pubbliche, e costituisce in ambedue i casi un rischio per le falde sotterranee superficiali. 8.Danno paesaggistico legato allo sfruttamento del gas La moltiplicazione di pozzi necessita la creazione di una rete fitta di tubi che collegano i pozzi con le stazioni di disidratazione primaria e poi da queste stazioni ad un gasdotto che canalizza il gas verso una stazione di trattamento più spinto e di compressione. E difficile immaginare che tutti questi tubi, i vari impianti, le torri di disidratazione e soprattutto le strade di collegamento tra i pozzi e le stazioni di depurazione ... non danneggino il paesaggio in modo irreversibile, soprattutto se parte di tubi secondari che collegano i pozzi alle stazioni di disidratazione non viene seppellito. Tutta l' agitazione legata alla ricerca e allo sfruttamento del gas possono anche avere un impatto negativo sulla fauna selvaggia cambiamento delle abitudini alimentari, del successo dell'accoppiamento e della migrazione degli animali selvatici. 9. Conclusione La messa in opera di un programma di ricerca/sfruttamento di gas sul territorio di Noto presenta: o dei rischi di inquinamento delle falde sotterranee e dell'aria da non sottovalutare anche se non al livello di Priolo, o dei rischi ambientali legati alla prossimità della riserva di Vendicari, o un danno paesaggistico soprattutto a causa della moltiplicazione delle strade di collegamento e dell'aumento notevole di circolazione di veicoli pesanti. Noto il 11 maggio 2007
Di Comitato NOTRIV (del 01/11/2007 @ 13:05:58, in Perchè siamo per il NO, linkato 1037 volte)
Intervista svoltasi via e-mail fra Gabriella Tiralongo e Il Comitato NOTRIV :Domande :
Il Comitato Notriv è nato a salvaguardia del proprio territorio e per chiedere alla Regione una politica energetica nuova per tutta la Sicilia, quindi un No che è un SI a nuove poltiche energetiche al passo con i tempi: a)basta con le ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi in Sicilia, che tra l'altro è già tartassata da pozzi coltivati con concessioni degli ultimi 50 anni: al passato non si può porre rimedio, ma al presente e al futuro sì. Tutti sappiamo che chi oggi continua a cercare gas e petrolio è perchè vuole mettere mano sugli ultimi giacimenti che nei prossimi venti/trent'anni daranno profitti enormi e potere politico ed economico alla "casta", non certo benessere alle popolazioni locali. b) vogliamo dalla Regione Sicilia una politica energetica che punti su energie rinnovabili, che sia compatibile con un modello di sviluppo ecosostenibile, mirato alla salvaguardia estrema dei Beni Culturali e Paesaggistici, di cui questo territorio (Noto in particolare) è ricchissimo e che finora si è miracolosamente salvato da uno sviluppo industriale selvaggio e che deve essere salvaguardato a 360° (cioè anche rispetto allo sviluppo turistico di massa: quello dei grandi villaggi turistici e dalla speculazione edilizia selvaggia, per intenderci). Come vede la battaglia NOtriv non è solo per impedire le trivellazioni gas petrolifere, ma è per lanciare un grido contro i rischi di distruggere il vero e unico Giacimento che può portare ricchezza a questa terra: quello culturale e naturalistico. c) Siamo disponibili a parlare di diversificazione delle attività economiche, perchè sappiamo che le monoculture sono pericolose, ma sempre nell'ambito della sostenibilità: quindi oltre al turismo, vogliamo parlare di agricoltura di qualità, di attività di trasformazione dei prodotti locali, di artigianato, di produzione di cervelli con università e centri culturali,ecc.insomma tutto ciò che è naturalmebnte connesso con l'identità storica e culturale di questa terra. d) ne consegue che la nostra lotta non è contro la Panther Eureka in quanto multinazionale americana, loro fanno il proprio lavoro e cercano di portare avanti i propri interessi: quello che noi denunciamo fina dall'inizio è che la Regione Sicilia ha dato quei permessi in violazione delle normative europee a salvaguardia dell'Ambiente e delle popolazioni locali: aver concesso ab origine un permesso che riguarda 750,00 kmq senza la VIA (ovvero la valutazione di impatto ambientale) e senza interpellare le popolazioni locali, è la cosa più "sporca" che la Regione potesse fare perchè la VIA, normativa europea, è un procedimento (l'unico credo) che deve essere portato avanti con rigide regole di trasparenza e pubblicità e che permette al singolo cittadino (badi bene non solo agli amministratori e alle associazioni dei cittadini) di intervenire nel procedimento per esporre i propri diritti ed interessi e, per legge, chi valuta il procedimento ha l'obbligo di tenere presente anche gli interessi del singolo cittadino!!! Tutto questo è stato ben argomentato in un ricorso al TAR di Palermo presentato cal Comitato Notriv tramite Legambiente nell'agosto 2005, cioè più di due anni fa e non si spiega perchè a tutt'oggi il TAR di Palermo non lo abbia esaminato se non, forse, perchè tali argomentazioni sono valide e, sempre forse, sarebbero costretti a darci ragione e ad annullare ab origine quei permessi, così come richiesto nel ricorso stesso. e) a questo punto è solo un gioco politico di chi è a favore del Sì alle trivellazioni disguisire se la Panther cerchi solo gas o anche petrolio (hanno un permesso che gli consente, una volta partiti di fare quello che vogliono, un permesso di cercare e coltivare idorcarburi liquidi e gassosi, pertanto....perchè dobbiamo fidarci delle dichiarazioni del Sig, Smithermann che a parole ci giura che lui vuole solo il gas????), così come è anche per noi secondario stabilire se, in caso trovino solo gas, quale e quanto può essere l'impatto ambientale: sappiamo che, dalla relazione tecnica dell'Ing. Pallas, i rischi per le falde acquifere sono possibili, anche se non certi, sappiamo che laddove si trovi un buon giacimento di gas, poi per poterlo sfruttare dovranno costruire intorno decine se non centinaia di altri pozzi, e a quel punto ci sarà per forza uno stravolgimento del territorio.....figuriamoci se poi divessero trovare petrolio, che magari oggi non è conveniente estrarre, perchè sembra che qui ci sia petrolio non di prima qualità, ma visto il panorama del mercato del petrolio mondiale, tra venti o trent'anni (tanto durano le concessioni) avranno comunque il diritto di farlo come e quando vogliono e allora sarà troppo tardi. Noi pensiamo di avere un dovere anche verso le future generazioni. f) riguardo alla dichiarazione della Panther di portare i pozzi da 21 a 8, dopo quanto le ho detto dovrebbe essere chiaro che si tratta di una assoluta mistificazione nei confronti della cittadinanza perchè: 1. si tratta di un atto dovuto per la loro autotutela, infatti nel disciplinare firmato per avere il permesso la Panther ha preso l'impegno di eseguire un programma di lavori che prevdeva 21 pozzi in 6 anni, suddiviso anno per anno (ad es. il primo anno perforeremo tot pozzi con un investimento di tot milioni di euro ecc, così via). Ora uno dei motivi che possono creare il presupposto per una revoca è proprio il non rispetto del programma dei lavori e dell'investimento relativo. Quindi i Sig.ri Panther hanno dovuto dire alla Regione: "vedete che noi non stiamo rispettando il programma non per colpa nostra ma perchè a Noto c'è un gruppo di gentaglia che ci sta mettendo il bastone tra le ruote (a partire dal Sindaco di Noto), pertanto siamo obbligati a rimodulare il programma, cioè faremo non più 21 pozzi ma otto, però investiamo più soldi perchè laddove tra questi otto pozzi ce ne fosse anche solo uno che ci conviene coltivare, poi ci dovrete dare la possibilità di fargli intorno tutti i pozzi che ci serviranno per estrarre gli idrocarburi senza limite (e saranno dieci, cento, mille, nessuno lo può dire per ora). Tutto questo è scritto in un documento consegnato dalla Panther alla Regione a giugno ed è quel documento che fece dire a Cuffaro in conferenza mondiale a Palazzo Chigi per la riapertura della Cattedrale, che la Panther aveva rinunciato a trivellare nei siti Unesco (che vergogna!!). Nello stesso documento infatti la Panther spiega che siccome a Noto gli è stato impedito di andare avanti con il proprio legittimo programma dei lavori a difesa di questi benedetti territori Unesco, loro per chiudere il discorso si impegnavano a rinunciare a 86 kmq nel territorio di Noto, ovvero si impegnavano a non trivellare nel centro abitato di Noto e nella buffer zone definita dall'Unesco ( può verosimilmente calcolare che per l'Unesco la buffer zone è la zona che circonda il monumento protetto per non più di due km di raggio, ma le posso dire che non è chiaro del tutto il concetto), rinunciavano altresì a trivellare nell'area archeologica di Noto Antica e a Vendicari con aggiunta di una piccola area a ridosso della riserva. Se non è una presa in giro questa!! Per il resto non rinunciano a nulla, anzi la rimodulazione da 21 a otto pozzi li mette al riparo e a ulteriore garanzia di poter continuare nel loro intento: il pozzo Eureka Est vicino a Noto rimane nel programma di perforazione. Da ultimo quello che chiediamo alla Regione è quello che abbiamo chiesto fin dall'inizio: -un atto legislativo che annulli o revochi per sempre i permessi di ricerca in tutto il territorio del Val di Noto e nell'immediato, visto che gli iter legislativi sono sempre troppo lunghi e quindi rischiamo l'ennesima presa in giro, chiediamo che Cuffaro sospenda in autotutela i suddetti permessi, in attesa che l'atto legislativo vada a buon fine. Cuffaro può e deve fare subito tale atto di autotutela, addirittura questo atto gli viene suggerito dai giudici del Tar di Catania nella famosa sentenza dell'agosto scorso, che ha dato ragione alla Panther sulla questione del silenzio assenso in tema di VIA. Comitato NOTRIV
Di Comitato NOTRIV (del 31/10/2007 @ 23:19:54, in Lista adesioni ai NOTRIV, linkato 1601 volte)
ENTI, ASSOCIAZIONI E PERSONALITA' CHE SI SONO ESPRESSI CONTRO LE TRIVELLAZIONI GAS-PETROLIFERE NEL VAL DI NOTO A LIVELLO NAZIONALE:
Philippe Pallas – Consulente ONU risorse idriche Ray Bondin - presid. ICOMOS Vittorio Sgarbi – critico d’arte Giuseppe Tornatore - regista Antonio Zichici – scienziato Alex Zanotelli- Sacerdote Missionario Mons. Giuseppe Malandrino - Vescovo Emerito di Noto Marinella Fiume – scrittrice Rosellina Salemi – scrittrice Leo Gullotta - attore Erminia Gallo - poetessa Roy Paci – musicista Maurizio Pallante – economista Luigi Solarino – scienziato Giacinto Franco – scienziato Carlo Truppi – Docente universitario. e direttore ARP Pier Paolo Mallia – Ing. Ambientale Maria Mazzeo- Esperta di V.I.A.- Geologa Pucci Piccione – avvocato Giancarlo Ferrero – avvocato Giuseppe Fiengo – Avvocato Raffaele Fiengo – giornalista Felice Bonfanti – avvocato Dafne Anastasi -Avv. Senza Frontiere Gabriella Tiralongo – Avvocatessa Susanna Tomei – Avvocatessa Silvia Manderino – Avvocatessa Mestre Andrea D’ Angelo – Ing. ambientale Paolino Uccello – Guida naturalistica Alfredo Petralia –Dirett. Dipartim. Univ. CT Pietro Alicata – Doc. universitario Giorgio Sabella – Doc. universitario Giovanni Di Maria – Operatore culturale Lorenzo Aiello – Architetto Elena Azzone – Arch. Commissione Centri Storici – Ragusa. ….e molti, molti altri ancora…
Sen. Loredana De Petris, On. Angelo Bonelli, On. Grazia Francescato, On. Arnold Cassola, On. Anna Donati, On. Nicola Bono, Ministro Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro Rosy Bindi, On. Sampieri, On. Cortiana, ecc. A livello europeo: Monica Frassoni, Claudio Fava A livello regionale: On. F. Granata, On.Ammatuna, On. Ortisi, On.De Benedictis, On.Zappulla, On.Pogliese, Presidente Regione Siciliana On. Cuffaro, On. Pippo Gianni, Ass. Rosanna Interlandi. A livello Provinciale: Presidente della Provincia Regionale di Siracusa Bruno Marziano, Dott. Enzo Cottone, Giuseppina Ignaccolo, Ass.Tati Sgarlata, Ass. Paolino Uccello, Ass. Barbara Fronterrè, ecc.
COMITATIO per le Energie Rinnovabili e Contro le Trivellazioni Gas-Petrolifere in Sicilia e MOVIMENTO NO-TRIV
Di Comitato NOTRIV (del 31/10/2007 @ 11:08:35, in Le risposte: chi è la Panther ?, linkato 848 volte)
Q: CHI È LA PANTHER EUREKA SRL?RISPOSTA DA PARTE DELLA PANTHER EUREKA SUL FILO DIRETTO SU NOTOBAROCCA: La Panther Eureka è una società italiana che ha un permesso di ricerca idrocarburi in Sicilia, compreso tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania. RISPOSTA COMPLETA E VERA:La Panther Eureka è titolare di un permesso di ricerca denominato Fiume Tellaro, acquistato a tutt’oggi per il 25% da una società francese denominata Maurel et Prom, con un contratto che le riserva l’opzione di acquisto dei diritti del permesso fino al 40/50% in seguito ai risultati dei primi pozzi esplorati. DOMANDE PERTINENTI A QUESTA PRIMA QUESTIONE
Q:CHI E’ LA MAUREL ET PROM? Si prega di consultare il sito della società redatto in francese ed inglese: WWW.MAURELETPROM.FR Q: CHE COSA SIGNIFICA QUESTO ACQUISTO SUI DIRITTI DEL PERMESSO DI RICERCA: SIAMO FORSE DIFRONTE AD UNA TIPICA SPECULAZIONE FINANZIARIA BASATA SULLE SEGUENTI FASI: TRIVELLO, TROVO, IN BASE A CIO’ CHE TROVO LE MIE AZIONI VENGONO QUOTATE, VENDO LE MIE AZIONI AL MIGLIOR OFFERENTE E ME NE VADO A TRIVELLARE IN UN’ALTRA PARTE DEL MONDO? Q:ANCHE LA MAUREL ET PROM E’ INTERESSATA SOLO AL GAS O ANCHE AL PETROLIO? Dal sito della Maurel et Prom:
MAUREL ET PROM: UNA PRESENZA MONDIALE, UN PORTFOLIO DIVERSIFICATO NEI SETTORI DEL PETROLIO E DEL GAS Con l’avvio come compagnia petrolifera nel 2000 con il suo primo settore di produzione in Congo, la Maurel et Prom è stata capace di crescere e allargare il proprio portfolio minerario. Oggi il gruppo ha operazioni in 10 paesi attraverso 4 continenti. L’acquisizione di nuovi permessi di ricerca e l’assorbimento della colombiana Hocol e di disponibilità in Venezuela ha permesso al gruppo di diventare uno dei maggiori protagonisti dell’industria petrolifera e uno dei protagonisti indipendenti leader in Europa. Q:MA ALLORA E’ POSSIBILE CHE UNA SOCIETA COME LA PANTHER SI AGGIUDICA UN PERMESSO, TROVA QUEL CHE C’E’ DA TROVARE E POI PUO’ RIVENDERE I DIRITTI DI ESTRARRE AL MIGLIOR OFFERENTE? Q:QUINDI TUTTE LE GARANZIE CHE OGGI DA LA PANTHER AI CITTADINI, DOMANI POSSONO ESSERE NULLE PERCHE’ NEL FRATTEMPO HA VENDUTO I DIRITTI DI COLTIVAZIONE AD UN’ALTRA SOCIETA’? Q:E’ POSSIBILE CHE QUESTO AVVENGA LEGALMENTE’ IN ITALIA’: SI O NO? Q:CHE COSA TUTELA I CITTADINI E IL TERRITORIO DA TALI COMPRAVENDITE DI DIRITTI DI CONCESSIONE ED ESTRAZIONE? Q:LE PROMESSE CHE OGGI FA LA PANTHER SARANNO MANTENUTE DOMANI ANCHE DALLA MAUREL ET PROM?? INFORMAZIONI UTILI
Dal sito della Maurel et Prom: www.maureletprom.fr
Sicily Traduzione
Sicilia
Nel Febbraio 2005, Maurel & Prom ha acquistato il 25% di capitale della compagnia italiana Panther Eureka per un valore concordato di 2 milioni di dollari americani. Il permesso di ricerca Fiume Tellaro (Sicilia) è in fase di trasferimento a questa società. Il permesso copre un area di 747 kmq ed è stato stimato da Ryder Scott nel 2004 come possibile riserva di 274 Bcf (che include 50 Mboe che la Maurel et Prom considera attualmente possibili) (Bcf= billioni di piedi cubi e mboe=millioni di olio equivalente che sono unità di misura usate per le riserve di gas (Bcf)e per le riserve che presumibilmente contengono gas e petrolio(Mboe). Nel 2005 un nuovo pozzo sarà sviluppato ed un vecchio pozzo sarà riaperto. Dipendentemente dai risultati di queste operazioni, la Compagnia ha una opzione di incrementare la sua compartecipazione nella Panther Eureka S.r.l. fino al 40% e poi fino al 50% per un ulteriore ammontare di 20 milioni di dollari come massimo. La decisione di portare avanti questa opzione dipenderà dai risultati dei primi due pozzi,i cui lavori inizieranno nel giugno/luglio 2005. (ndr: la Ryder Scott è una delle più eminenti società di consulenza per le società petrolifere in grado di stimare le possibili riserve di gas e petrolio nelle varie parti del mondo; per chi volesse approfondire: www.ryderscott.com ) DAL SITO DELLA MAUREL ET PROM
![]() RISERVE
Maurel & Prom Group’s reserves were certified at the beginning of 2007 by an independent entity, the American consultancy DeGolyer & MacNaughton (DMN). Le riserve del Gruppo Maurel et Prom sono state certificate all’inizio del 2007 da un soggetto indipendente la consulente Americana De Golyer & MacNaughton (DMN) Chi è la consulente americana De Golyer & Mac Naughton??? Dal loro sito: www.demac.com . “La De Golyer & MacNaughton offre una vasta gamma di servizi nel settore dell’upstream (dove per upstream si intendono tutte le attività collegate alla esplorazione e alla produzione di idrocarburi) dell’industria petrolifera, incluse le valutazione del potenziale di idrocarburi presenti nelle aree di ricerca, la stima e la classificazione delle riserve che possono essere ricoverate in seguito a nuove scoperte, verifica delle riserve di idrocarburi, previsioni della produzione stima del valore delle proprietà in previsione di acquisti, vendite, finalità assicurative e obiettivi finanziari. La Ditta offre esperti nei maggiori materie scientifiche correlate alla valutazione del petrolio come da lista seguente.” The certification methods used are based on the international standards usually used in the hydrocarbon industry.
I metodi di certificazione usati sono basati sugli standard internazionali usati normalmente nell’industria degli idrocarburi. The chart below summarizes the reserve data, working interest net of royalties, certified by DMN on January 1st, 2007 (excluding M’Boundi and Kouakouala, acquired by Eni Congo SA): La tabella seguente riassume I dati delle riserve, al netto delle royalties, certificate da DMN al 1° gennaio del 2007 (in esclusione di M’Boundi e Kouakouala, acquistate dall’ENI Congo SA) NOTA BENE: LA SEGUENTE TABELLA SULLE RISERVE DELLA MAUREL PARLA SOLO DI MBOE(milioni di barili di petrolio equivalent): attenzionare le riserve segnalate in Sicilia che possibilmente coincidono con l’acquisto dei diritti del permesso della Panther Eureka Fiume Tellaro e sotto seguire la legenda tradotta in italiano.
(*) Mboe = Million of barrels oil equivalent.(Milioni di barili di petrolio equivalente)
The P1 reserves correspond to the proved reserves.
Le riserve P1 corrispondono alle riserve comprovate
Le riserve P1 + P2 coorispondono, accanto alle riserve P1, le probabili riserve P2
Le riserve P3 definiscono le possibili riserve
Di Comitato NOTRIV (del 30/10/2007 @ 21:24:32, in Sequestrazione : ALLUCINANTE, linkato 978 volte)
Di Comitato NOTRIV (del 30/10/2007 @ 00:22:20, in Risposte ai giornali, linkato 836 volte)
JIM E LO SCERIFFO
Di Comitato NOTRIV (del 07/10/2007 @ 17:37:39, in Rassegna Stampa, linkato 491 volte)
Di Comitato NOTRIV (del 06/10/2007 @ 16:12:26, in Comunicati Stampa, linkato 462 volte)
ORMAI IL GIOCO E' STATO SCOPERTO!!! I Petrolieri vogliono perforare a tutti costi il Val di Noto e stanno giocando le loro ultime carte: la potenza economica . Stanno trovando sempre più spazi su tanti Media siciliani e non, organizzano forum su siti web, giri turistici nei pozzi di idrocarburi... Stanno acquisendo spazi nell'informazione perchè non vogliono accettare la volontà delle popolazioni e delle istituzioni locali del Val di Noto. Ci sono alcuni media siciliani che sembrano il bollettino dei petrolieri ( LA SICILIA e Video Regione del gruppo petrolifero Minardo valgono per tutti) Video Regione è arrivata ad organizzare una trasmissione sulle trivellazioni senza invitare il Comitato Notriv che da anni tiene alta la lotta contro lo scempio annunciato. LA SICILIA, oscura da sempre la presenza del Comitato NOTRIV, e la nasconde nella cronaca locale e fino a domenica 28 ottobre 2007 dedicava ampie pagine a diffusione regionale alla difesa delle ragioni dei Petrolieri. I petrolieri hanno perfino fatto nascere un Comitato, a loro favorevole, con gente di Noto arrabbiata per aver perso le elezioni amministrative del 2005 che è alla ricerca di rivincite politiche e non si rende conto quanto sta prestando il fianco a progetti eteroguidati. Entrando nei Media stanno cercando di piegare le coscienze dei Siciliani e dei Deputati Regionali che devono , fra un pò, votare la legge ferma-trivelle. Il COMITATO NOTRIV LANCIA UN ACCORATO APPELLO AL MONDO INTERO PER FERMARE I PETROLIERI ( ITALIANI E STRANIERI) E CONTRO IL LORO TENTATIVO DI PENETRARE AD OGNI COSTO NEL VAL DI NOTO NONOSTANTE 1) NELLA MANIFESTAZIONE DI MASSA, DEL 17 MARZO 2007, 3500 PERSONE, 160 ASSOCIAZIONI NAZIONALI, 17 SINDACI DEL VAL DI NOTO, 1 PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, 1 VESCOVO, MOLTI DEPUTATI NAZIONALI E REGIONALI ABBIANO DETTO NO! 2) 82 MILA FIRME RACCOLTE SUL SITO DE "LA REPUBBLICA-ON LINE" ABBIANO DETTO NO! 3) 20 MILA FIRME SU CARTA ED INVIATE A CUFFARO ABBIANO DETTO NO! 4) L'UNESCO STIA DICENDO A GRAN VOCE CHE E' ASSURDO FAR RIPARTIRE LE TRIVELLAZIONI 5) UOMINI DI CULTURA SI SIANO SCHIERATI DICENDO NO! 6) TUTTE LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE ITALIANE STIANO DICENDO NO! 7) IL VAL DI NOTO STIA PER DIVENTARE "PARCO NAZIONALE DEGLI IBLEI" 8) CI SIANO GIA' IN ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA DUE PROPOSTE DI LEGGE( UNA DI CUFFARO ED UNA DI ALLEANZA NAZIONALE) PER BLOCCARE LE TRIVELLAZIONI 9) INTERROGAZIONI DI PARLAMENTARI REGIONALI E NAZIONALI DI VARI SCHIERAMENTI CHE CHIEDONO LA REVOCA DEI PERMESSI A PERFORARE DEL 2004 E DEI SUCCESSIVI Ci appelliamo al buon senso di quanti hanno espresso la loro contrarietà al processo di reindustrializzazione gas-petroliefera in Sicilia. Chiediamo loro che si facciano promotori di altri appelli ed iniziative per fermare le trivelle gas-petrolifere in tutta la Sicilia ed impedire che nei prossimi anni questa sia trasformata in un colabrodo!!! IL VAL DI NOTO NON SI ARRENDE!!! Comitato NOtriv www.notriv.it |
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