Comunicato Stampa Legambiente Ragusa - Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia

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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Comunicato Stampa Legambiente Ragusa
Di Comitato NOTRIV (del 16/02/2010 @ 19:03:56, in Comunicati Stampa, linkato 666 volte)
La provincia di Ragusa terra di conquista dei petrolieri nel silenzio assoluto delle amministrazioni

MONTALBANO NUOTERA' NEL PETROLIO? Trivellazioni petrolifere: nuovo definitivo attacco al mare ibleo Montalbano che nuota in una chiazza di petrolio: sarà probabilmente questa la nuova immagine emblematica dello stato del mare della provincia di Ragusa. Dopo la colata di cemento e l'espansione serricola su quasi tutta la costa e la conseguente forte erosione di pressochè tutte le spiagge, sta per arrivare quella che sarà probabilmente l'ultima definitiva mazzata. Infatti la Provincia di Ragusa sembra diventata terra di conquista di tutti, in particolare dei petrolieri. Dopo le ricerche della Panther Oil, fortunatamente sventata, ecco che arrivano le richieste di trivellazione a mare davanti la costa iblea. Si tratta della società “Sviluppo Risorse Naturali srl” con sede a Roma, società controllata dalla Mediterranean Resources LLC con sede in Austin (Texas- USA). L’area della ricerca, che riguarda idrocarburi liquidi e cioè petrolio, interessa uno specchio di mare che va dal comune di Vittoria a quello di Scicli per un totale di 460 km quadrati partendo dalla costa e fino a 20 km al largo! La Sviluppo Risorse naturali srl è in possesso di una autorizzazione della Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (CIRM) del Ministero dello Sviluppo Economico rilasciata nella seduta del 06/04/2009. Il mare del mito, quello di Kamarina e di Caucana, di Punta Secca e di Sampieri, rischia di trasformarsi in un'enorme zona industriale, con decine di piattaforme petrolifere davanti alla costa ed il conseguente via vai di petroliere, con buona pace di tutti i progetti di sviluppo turistico, compreso quello legato al tanto decantato porto di Marina di Ragusa. Che succederebbe al nostro ambiente ed alla nostra economia se ci fosse una perdita di petrolio in mare e il greggio raggiungesse la costa (come è accaduto ad esempio l'anno scorso sulla costa ionica calabrese)? Che fine farebbero i nostri pescatori, già in forte difficoltà per la diminuzione della risorsa ittica? Si tratta di una decisione presa dall’alto, scavalcando i comuni, la provincia e l’intera comunità, che mette a rischio un diverso modello di sviluppo che cerca di emergere in provincia, in cui il turismo di qualità svolge un ruolo centrale. I comuni interessati, pur a conoscenza della richiesta delle ricerche (lo sanno dai primi di dicembre 2009) non ci risulta siano intervenuti nel procedimento amministrativo, a meno di non aver presentato all’ultimo momento osservazioni alla richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale. Ci si chiede però: come mai i comuni non hanno messo in piedi la stessa protesta che hanno dedicato al parco degli Iblei, chiedendo che la decisione non fosse calata dall’alto ma discussa prima localmente? Perché gli enti preposti alla gestione economica in provincia e le associazioni di imprese non coinvolte con l’affare petrolio non sono state avvertite di quanto stava succedendo e, se sapevano, perchè non si sono mossi? Il nostro futuro o è legato ad uno sviluppo sostenibile, o non è.
Il petrolio non è il nostro futuro!

LEGAMBIENTE RAGUSA
CIRCOLO IL CARRUBO ONLUS
via Umberto Giordano 53 – Ragusa
www.legambienteragusa.com legambienterg@virgilio.it
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# 1
Ormai l' uso dei combustibili fossili è un controsenso... ma la lobby del petrolio è dura a morire.
Il movimento ambientalista ha senso solo se riesce a determinare un cambiamento nella natura della società contemporanea; occorre sovvertire l' attuale ordine delle cose.
Sarà necessaria una “guerra” perché, come sempre, alcuni gruppi sociali rimarranno legati alle proprie idee fittizie e si rifiuteranno di vedere la realtà, poiché non avrebbero nulla da guadagnare dalla verità.

Auguri a tutti.
Di  Silvano  (inviato il 25/02/2010 @ 11:29:05)
# 2
Queste persone si deve andare a trovarle a casa, non c'e` altra soluzione. E' inutile prendersela con i nomi delle societa` che creano. Si deve parlare direttamente con loro.
Di  faccia a faccia  (inviato il 19/04/2010 @ 21:24:48)
# 3
...con questi amminstratori la Sicilia fara` la fine della Luisiana e del Golfo del Messico.....disastro totale, mai dimenticare i nomi dei responsabili.
Di  Memoria da elefante..  (inviato il 30/04/2010 @ 09:26:55)
# 4
Vi esprimo piena solidarietà. Noi abbiamo vinto la nostra battaglia e spero che anche voi possiate essere uniti e sconfiggere le lobbies dei petrolieri nella vostra meravigliosa terra. Matteo (membro Comitato "No al pozzo nel Parco del Curone)
Di  Matteo Fumagalli  (inviato il 06/05/2010 @ 12:09:19)
# 5
Puurtroppo in nome del Dio Denaro si è disposti ha rovinare i nostri stupendi mari, ci sono state richieste per nuove trivellazioni anche sugli stupendi fondali della Sardegna.La cosa più sorprendente e che qualcuno è convinto che procedendo si possano ottenere posti di lavoro, come se anche quello dei pescatori, degli addetti al turismo ecc. non fosse comunque lavoro! E la salute dove la mettiamo la nostra salute e quella della flora e della fauna?
Di  arianna66  (inviato il 26/06/2010 @ 18:04:52)
# 6
cara arianna, purtroppo nostro compito è quello di fare capire le cose come stanno anche agli imbecilli, prima che questi ci trascinino tutti nel baratro, la cretinaggine è nostra nemica.
Una cosa è certa, non resteremo passivi, sia ben chiaro, legge del taglione....
Vi bruceremo le penne.
Di  Fuoco  (inviato il 26/06/2010 @ 21:55:31)
# 7
Nessuno è disposto a perdere su questioni vitali, mai.
Di  Fuoco  (inviato il 26/06/2010 @ 21:57:05)
# 8
IO CREDO CHE NOI RESIDENTI POVERACCI DOVREMMO ESSERE AVVISATI E/O INFORMATI DI CIO' CHE VOGLIONO FARE DEL NOSTRO TERRITORIO E CIO' NON E' AVVENUTO.
QUESTO IMPLICA CHE LA NOSTRA FURIA SI SCATENI TROPPO TARDI PERCHE' PURTROPPO ORMAI E' TROPPO TARDI.
SOPRA CASA MIA A CONFINE TRA TERRITORIO COMUNALE DI RAGUSA E TERRITORIO COMUNALE DI SANTA CROCE CAMERINA SI E' GIA' PIAZZATA LA PERGEMINE CHE STA TRIVELLANDO L'ALTO PIANO IBLEO. L'UNICA COSA CHE ANCORA SI POTEVA CERCARE DI SALVARE ERA IL BELLISSIMO MARE IBLEO DI CUI IO SONO PROFONDAMENTE INNAMORATA. SE NESSUNO AVVISA IL CITTADINO COME PUO' QUEST'ULTIMO REAGIRE PER SALVARE IL PROPRIO TERRITORIO? RISPONDETEMI A QUESTA DOMANDA ANCHE VOI CHE SAPEVATE E DITE DI ESSERE CONTRO A TUTTO CIO' E NON AVETE FATTO NULLA PER AVVISARE I CITTADINI IGNARI DI TUTTO. COME POTETE FARVI BALUARDO DELLA DIFESA DELL'AMBIENTE SE NON COIVOLGETE LE PERSONE CHE VIVONO QUELL'AMBIENTE?
SONO INFURIATA CON TUTTI
Di  GAIAsoffre  (inviato il 28/06/2010 @ 14:44:46)
# 9
Signora cara, non e' mai troppo tardi per lottare per i propri diritti, a costo di farci prendere per pazzi o di rimetterci le penne.
Lei vede le trivelle, come Lei anche altri vedono le stesse trivelle, inizi a contattarli per fare un comitato come sempre piu` spesso succede in tutta Italia. E' tempo di difenderci da questi politici prezzolati con l'autorizzazione facile, avanzi di galera senza alcun valore culturale e morale.
Qui si parla di legittima difesa.
Di  Qui si parla di legittima difesa.  (inviato il 30/06/2010 @ 19:07:05)
# 10
Al seguente numero verde o all'altro che trovate sul Loro sito, e qui di sotto, e` possibile chiedere informazioni ai trivellatori.

800841079

Pergemine (S.P.A.)
43125 Parma (PR) Via Calestani, 6/Atel:
0521-965211

http://www.pergemine.it/website/dovesiamo.htm
Di  Braveheart  (inviato il 30/06/2010 @ 19:30:58)
# 11
La provincia di Ragusa terra di conquista dei petrolieri nel silenzio assoluto delle amministrazioni

MONTALBANO NUOTERA' NEL PETROLIO? Trivellazioni petrolifere: nuovo definitivo attacco al mare ibleo Montalbano che nuota in una chiazza di petrolio: sarà probabilmente questa la nuova immagine emblematica dello stato del mare della provincia di Ragusa. Dopo la colata di cemento e l'espansione serricola su quasi tutta la costa e la conseguente forte erosione di pressochè tutte le spiagge, sta per arrivare quella che sarà probabilmente l'ultima definitiva mazzata. Infatti la Provincia di Ragusa sembra diventata terra di conquista di tutti, in particolare dei petrolieri. Dopo le ricerche della Panther Oil, fortunatamente sventata, ecco che arrivano le richieste di trivellazione a mare davanti la costa iblea. Si tratta della società “Sviluppo Risorse Naturali srl” con sede a Roma, società controllata dalla Mediterranean Resources LLC con sede in Austin (Texas- USA). L’area della ricerca, che riguarda idrocarburi liquidi e cioè petrolio, interessa uno specchio di mare che va dal comune di Vittoria a quello di Scicli per un totale di 460 km quadrati partendo dalla costa e fino a 20 km al largo! La Sviluppo Risorse naturali srl è in possesso di una autorizzazione della Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (CIRM) del Ministero dello Sviluppo Economico rilasciata nella seduta del 06/04/2009. Il mare del mito, quello di Kamarina e di Caucana, di Punta Secca e di Sampieri, rischia di trasformarsi in un'enorme zona industriale, con decine di piattaforme petrolifere davanti alla costa ed il conseguente via vai di petroliere, con buona pace di tutti i progetti di sviluppo turistico, compreso quello legato al tanto decantato porto di Marina di Ragusa. Che succederebbe al nostro ambiente ed alla nostra economia se ci fosse una perdita di petrolio in mare e il greggio raggiungesse la costa (come è accaduto ad esempio l'anno scorso sulla costa ionica calabrese)? Che fine farebbero i nostri pescatori, già in forte difficoltà per la diminuzione della risorsa ittica? Si tratta di una decisione presa dall’alto, scavalcando i comuni, la provincia e l’intera comunità, che mette a rischio un diverso modello di sviluppo che cerca di emergere in provincia, in cui il turismo di qualità svolge un ruolo centrale. I comuni interessati, pur a conoscenza della richiesta delle ricerche (lo sanno dai primi di dicembre 2009) non ci risulta siano intervenuti nel procedimento amministrativo, a meno di non aver presentato all’ultimo momento osservazioni alla richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale. Ci si chiede però: come mai i comuni non hanno messo in piedi la stessa protesta che hanno dedicato al parco degli Iblei, chiedendo che la decisione non fosse calata dall’alto ma discussa prima localmente? Perché gli enti preposti alla gestione economica in provincia e le associazioni di imprese non coinvolte con l’affare petrolio non sono state avvertite di quanto stava succedendo e, se sapevano, perchè non si sono mossi? Il nostro futuro o è legato ad uno sviluppo sostenibile, o non è.
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Di  Anonimo  (inviato il 09/07/2010 @ 16:42:06)
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