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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea Oscar Wilde
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Brianza, via le trivelle dalla valle i comuni hanno sconfitto i petrolieri Repubblica — 01 agosto 2009 pagina 17 sezione: CRONACA
Di Comitato NOTRIV (del 02/08/2009 @ 10:27:43, in Rassegna Stampa, linkato 930 volte)
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/01/brianza-via-le-trivelle-dalla-valle-comuni.html MONZA - La Brianza non sarà il nuovo Texas. Addio carotaggi esplorativi, addio pozzi petroliferi. L' oro nero resta nella "pancia" del Parco del Curone, a Montevecchia, borgo arroccato sulle colline lecchesi che nasconderebbe un tesoro. Po Valley, la società australiana che aveva chiesto di perforare il sottosuolo, ha fatto un passo indietro, pur restando convinta che gli idrocarburi ci siano. Titolare di una concessione governativa in joint venture al 50 per cento con Edison, giovedì sera ha alzato bandiera bianca, rinunciando alla possibilità di cercare prove della presenza di petrolio in un' area di 30 chilometri quadrati, 14 i comuni coinvolti. La maggior parte tutelati dal Parco, nato nel 1983 per mettere al riparo da speculazioni un territorio di 2.350 ettari. Gli australiani erano pronti a scommettere 20 milioni di euro sulla zona, sicuri che sarebbe stata in grado di fornire 75 milioni di barili. Ieri mattina la conferma ufficiale dell' abbandono, subito ratificato dal Ministero per lo Sviluppo Economico che ha annullato l' iter avviato lo scorso aprile. "Abbandoniamo il campo, ma siamo convinti che a Montevecchia e dintorni siano custoditi importanti giacimenti di greggio", sottolinea Michael Masterman, amministratore delegato di Po Valley. Pratica archiviata, almeno per ora. Decisive le barricate alzate dalle comunità locali, pronte a difendere la loro terra a tutti i costi. Determinante il rischio che la protesta nata dal basso - e che in meno di tre settimane ha raccolto 30 mila firme contro le esplorazioni- potesse bloccare all' ultimo minuto la valutazione di impatto ambientale necessaria per scavare. A guidare il fronte dei contrari Alberto Saccardi, docente di statistica della Bocconi e i sindaci della zona, che hanno costituito il comitato "No al pozzo", ottenendo il supporto di studiosi di mezzo mondo, dalle università di Istanbul fino a quella di Philadelphia. Tra loro anche Esseghair Skawder, professore di economia della New York University, che ha esultato alla notizia dello scampato pericolo. Per gli esperti schierati in difesa del territorio, il problema non era solo quello dell' impatto ambientale. Sul piatto della bilancia pesavano soprattutto considerazioni di carattere economicosociale. "Questo lembo di Brianza ha fatto della qualità della vita la propria cifra distintiva - spiega Skawder - . Il benessere locale si basa su prodotti "Igp" e capacità di attirare turisti. Un modello in continua espansione. I pozzi petroliferi avrebbero mutato il dna dell' area trasformandola in un' anonima periferia suburbana, destinata all' abbandono dopo vent' anni di sfruttamento". Dissente Masterman: "Il problema dell' approvvigionamento energetico a basso impatto, perché così sarebbe stato, è un nodo cruciale per il futuro dell' Italia. In Brianza si è persa un' occasione". Il piano di Po Valley prevedeva l' apertura di due pozzi esplorativi entro i prossimi 14 mesi e nel 2011 la coltivazione vera e propria, così si dice in gergo riferendosi all' estrazione dell' oro nero. Contro le trivelle, le istituzioni locali. "Abbiamo conservato intatto il territorio per le generazioni future", festeggia Daniele Nava, presidente della Provincia di Lecco. Alza il calice anche Marco Panzeri, sindaco di Rovagnate, uno dei comuni epicentro delle ricerche: "Siamo contenti ma non abbassiamo la guardia". - GABRIELE CEREDA
ecco un altro esempio di come quando la gente e i suoi rappresentanti vogliono, il futuro lo può scrivere con le proprie mani. Basta i progetti calati dall'alto. Le scelte del futuro energetico in Italia non le può scrivere uno che ha inetressi nelle televisioni, nella finanza, nella grande distribuzione, nell'abbordaggio di minorenni e veline. Il futuro lo devono decidere i popoli, le persone in carne ed ossa, non Silvio ed i suoi quattro amici con la forza dei $oldi!!!
Di
Piero Tasca
(inviato il 03/08/2009 @ 17:15:39)
La ringrazio per i complimenti: la "guerra" è ancora tutta da combattere anche se abbiamo vinto una battaglia importante. Dobbiamo continuare a vigilare e lavorare affinché non possano essere più ripresentate richieste del genere. Oggi, infatti, rimaniamo in balia della volontà di altri circa l'avvio di procedimenti che possono portare a trivellazioni in un territorio fortemente antropizzato come il nostro.
Una precisazione: non siamo per il "no" a priori. Abbiamo ben motivato le nostre posizioni e detto chiaramente alla popolazione quali sarebbero state le ricadute sociali, ambientali ed economiche dell'attuazione di un simile progetto. Con il sostegno della stampa, soprattutto locale, e dell'attività del Comitato, trentamila (forse più) persone hanno sottoscritto la petizione: è la prima volta che ho visto un simile coinvolgimento dell'attenzione dei nostri cittadini e questo è una risorsa da preservare e da sviluppare. Non si deve stupire, quindi, se le Amministrazioni ed i politici locali hanno, in blocco, rigettato e combattuto la proposta di PoValley & Company: abbiamo semplicemente continuato la politica che nel nostro territorio si sta perseguendo da circa trent'anni e restiamo aperti a tutti i progetti di sviluppo sostenibile, anche in campo energetico, che si volessero sviluppare in Brianza. Come l'età della pietra non è finita dopo aver esaurito tutte le pietre, così quella del petrolio non dovrà terminare per lo sfruttamento di tutte le riserve ma per la maturazione della consapevolezza della sostenibilità del nostro benessere tramite lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie e conoscenze. Una curiosità: é la terza volta che nel nostro territorio si attivano procedure del genere che sono state sempre contrastate dalle Amministrazioni locali e dal Parco. Da voi qual é stato il comportamento degli Enti Locali? Cordialmente. Marco Panzeri Sindaco di Rovagnate P.S.: invio, per conoscenza, questa email anche al presidente del nostro comitato, Alberto Saccardi, in modo tale che possano essere valutati ed eventualmente attivati percorsi comuni.
Di
Marco Panzeri
(inviato il 05/08/2009 @ 20:07:27)
E stata una risposta variegata, in genere si sono venduti al miglior offerente..., la protesta e' partita dal basso e ne siamo orgogliosi.
Di
Checco
(inviato il 26/08/2009 @ 19:10:33)
Ottimo sostenere gli amici brianzoli, ma Noi qui abbiamo ancora da lottare contro quelli che scaricano la qualunque facendoci ammalare tutti di cancro
Di
Anonimo
(inviato il 21/09/2009 @ 15:33:38)
http://www.sciclinews.com/articolo/13765/Tornano-le-perforazioni-petrolifere
Ragusa - Le trivelle, pare, possano tornare a campeggiare sull'altopiano ibleo. Lo sostiene il capogruppo consiliare al Comune dell'Idv, Salvo Martorana, secondo il quale «una compagnia italiana, famosa nel mondo per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, starebbe iniziando a perforare il sottosuolo delle nostre campagne per l'estrazione del petrolio». Il consigliere d'opposizione non nasconde la sua preoccupazione, anche perché il suo partito è sempre stato contrario, in assenza di pianificazione legislativa regionale, ad interventi certamente meno invasivi, come quelli eolici e persino del fotovoltaico. Quantomeno del fotovoltaico industriale che sta mettendo radici in contrada Mendolilli. Figurarsi un po' per le trivelle! Salvatore Martorana indica anche il sito delle ricerche: è sulla provinciale Ragusa-Santa Croce Camerina, tra i chilometri 10 e 12, che una società petrolifera, dopo accurate introspezioni geologiche e carotaggi esplorativi, ha concentrato la propria attenzione, avendo scoperto, per quel che è dato sapere, la presenza di un ricco giacimento di idrocarburi e per di più a profondità non elevate. Secondo il consigliere di centrosinistra, addirittura, è stato già siglato l'accordo con i proprietari dei terreni e la compagnia inizierà le trivellazioni all'inizio del nuovo anno. Questa la premessa che fonda l'articolata interrogazione urgente che Martorana ha presentato all'assessore al Territorio, Giancarlo Migliorisi, ed al sindaco Nello Dipasquale per sapere se la compagnia petrolifera è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie e se anche il Comune ha rilasciato licenze e autorizzazioni. Martorana vuole anche conoscere le misure intraprese per pervenire ogni possibile inquinamento delle falde acquifere e dei pozzi e come mai il consiglio comunale non sia stato informato della tematica. Si chiede, infine, di sapere se in itinere vi siano altre richieste per fare trivellazioni o estrazione di petrolio o gas.
Di
TORNANO LE TRIVELLAZIONI!!!!!!!
(inviato il 28/12/2009 @ 22:35:38)
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