Sicilia e Sardegna fuori dal NUCLEARE - Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia

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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

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Sicilia e Sardegna fuori dal NUCLEARE
Di Comitato NOTRIV (del 15/03/2009 @ 18:57:54, in Rassegna Stampa, linkato 1599 volte)
di Antonio Cianciullo - La Repubblica 14/03/2009

Jeremy Rifkin, il consigliere energetico dell’Unione europea, è andato in Sicilia a dire - assieme al presidente della Regione Raffaele Lombardo - che non saranno nè il nucleare nè un piano caso tutto fondato sull’aumento delle cubature a far decollare l’economia ma il nuovo progetto energetico concordato con la Regione: nell’arco di dieci anni la Sicilia può arrivare a produrre la metà dell’elettricità da fonti rinnovabili, usando un modello diffuso, decentrato, democratico, un modello capace di diventare un volano economico importante. Buona parte delle case si trasformerebbero - utilizzando solare, minieolico e geotermia - in produttori di elettricità seguendo l’esempio di due regioni spagnole, la Navarra e l’Aragona, che in dieci anni sono arrivate al 70 per cento di elettricità da fonti pulite. Per la prima volta le politiche energetiche di una Regione amministrata dal centrodestra entrano – almeno nei piani – in conflitto con le scelte del governo basate sul nucleare e su una vecchia idea delle opere pubbliche. Già in Sardegna Berlusconi aveva fatto una campagna elettorale all’insegna del “tranquilli, qui niente centrali nucleari”. Ora si sgancia anche la Sicilia. Quali saranno le regioni tanto fedeli da chiedere un impianto nucleare?
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# 1
da Siciliatoday

Piano energetico ambientale, la presentazione il 13 marzo da Lombardo e Rifkin
Pubblicato: Mar 1, 2009

Con l�€�approvazione del Piano Energetico Ambientale (PEARS), la giunta regionale di Governo, mette la Sicilia all�€�avanguardia della terza rivoluzione industriale. Da adesso ciascun siciliano potrà produrre la propria energia.

Il piano energetico ambientale della Regione Siciliana, che verrà presentato con un apposito evento il prossimo 13 marzo a Palermo dal Presidente Raffaele Lombardo e dal professor Jeremy Rifkin, si pone in linea con le direttive energetiche e climatiche del Parlamento Europeo.

La Sicilia, avrà dunque un piano energetico ispirato al modello di internet, in cui ciascuna impresa, ciascun ente locale, ciascuna famiglia potrà presentare domanda per ottenere finanziamenti per produrre energia sul territorio, a partire dalle fonti rinnovabili valorizzando al massimo la capacità di edifici vecchi e nuovi di diventare centrali energetiche, integrando le tecnologie solari e eoliche, lo stoccaggio sotto forma di idrogeno dell�€�energia prodotta, e il suo uso come carburante pulito, e scambiarsi l�€�energia prodotta localmente attraverso reti controllate da sistemi elettronici intelligenti.

Ispirato alla visione dell�€�economista Jeremy Rifkin, che da anni consiglia i leader politici e industriali, e ha indirizzato le politiche climatiche ed energetiche dell�€�Unione Europea, il PEARS permetterà a tutti i siciliani di diventare protagonisti del proprio destino energetico. In particolare il piano, punta a diffondere su tutto il territorio regionale, sistemi eolici di piccola taglia per le famiglie e la comunità, reti elettriche intelligenti, sistemi di accumulo e trasporto a idrogeno e a far fronte alle necessità dell�€�industria attraverso sistemi solari termodinamici ispirati alla tecnologia innovativa a Sali fusi introdotta dal premio Nobel professor Carlo Rubbia.

La Sicilia svilupperà in parallelo tutti e quattro i cosiddetti pilastri della terza rivoluzione industriale: energie rinnovabili, edifici a energia positiva, idrogeno e �€�smart grids�€� che permetteranno di conseguire la progressiva decarbonizzazione del sistema produttivo Siciliano.

�€�Questo Piano�€� afferma l�€�assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giuseppe Corbello �€�contribuirà in maniera sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e creerà decine di migliaia di posti di lavoro, nuova impresa ad alta tecnologia e crescita economica e industriale secondo la filosofia del Green New Deal e della strategia di crescita economica dell�€�Unione Europea conosciuta come Agenda di Lisbona�€�.

�€�L�€�Unione Europea�€� sottolinea il Dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Rossana Interlandi �€�identifica nella Terza Rivoluzione Industriale lo scenario energetico per raggiungere l�€�obiettivo di una Europa post carbon e post nuclear, in cui tutti i consumatori siano messi in condizione di diventare anche produttori di energia�€�.

Tutti i cittadini siciliani potranno adottare e installare le più moderne tecnologie disponibili sul mercato, acquisirle attraverso fondi di provenienza europea resi disponibili tramite specifici schemi di finanziamento appositamente studiati dalla Regione Siciliana, e portati a conoscenza di tutta la cittadinanza attraverso la propria rete di sportelli comunali e provinciali in un grande sforzo storico tendente a portare la Sicilia all�€�avanguardia in tema energetico verso un destino di indipendenza energetica permessa dallo sfruttamento in modo nuovo della fonte più vecchia di tutte, il sole, la sola fonte energetica che non si esaurirà mai e di cui la Sicilia dispone in abbondanza.
Di  Massimo Incardona - Porto Empedocle  (inviato il 15/03/2009 @ 19:24:01)
# 2
informiamo di queste possibilità anche tutti gli ignoranti di governo.
Di  vision  (inviato il 14/04/2009 @ 20:54:49)
# 3
Indovinello semplice. Cosa vi ricordano i nomi di queste ridenti cittadine dell'Italia Centrale? Foligno, Colfiorito, Cascia, Norcia, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Città di Castello, Sulmona, L'Aquila... esatto: sono tutte tristemente celebri per i terremoti. Ognuno di questi nomi, ripetuto all'infinito alla TV, ci ricorda uno dei tanti sismi che periodicamente colpiscono il nostro Appennino. Case che crollano, tendopoli, containers, disperazione.

Ma gli stessi nomi sono inanellati uno dietro l'altro a costruire il percorso di un gasdotto. Vi pare sensato? A Los Angeles è vietato costruire case di più di tre piani, per via della sismicità, e noi progettiamo gasdotti sotto L'Aquila e Colfiorito.

La realizzazione del metanodotto è della Snam rete gas, gruppo ENI, mentre la distribuzione della materia prima è di British Gas. 680 km, fino a Minerbio con partenza da Brindisi, ovvero dal famigerato rigassificatore in fieri (sempre di British Gas) che al momento è fermo per dettagli quali 5 arresti, 27 avvisi di garanzia, 52 perquisizioni in tutta Italia e il sequestro dell'area di Capobianco.

I cittadini protestano, e alla fine anche le amministrazioni locali cominciano a dimostrarsi sensibili. Interviene anche il WWF. Qui un testo riassuntivo, altre info qui.

Non voglio menzionare i disastri ambientali che questo progettato gasdotto, tutt'altro che piccolo, porterà alle zone coinvolte. So che a molti non frega un bel nulla né delle falde acquifere, né dei lupi di montagna, né dei vigneti. Se vogliamo il gas, sosterrà qualcuno, dobbiamo pur farlo passare da qualche parte! La questione è che questo gas non serve né a noi italiani tutti, né alle regioni in oggetto. Rientra invece in quel famoso disegno di Italia come hub del gas internazionale di cui più volte si è parlato. Ciò significa che altri fanno passare di qui il gas a loro esclusivo uso e consumo, che sia nei rigassificatori o nei gasdotti, e il nostro Paese ci guadagna solo come diritti di passaggio e gestione della faccenda. (Per l'esattezza, preciso, ci guadagna chi costruisce le infrastrutture... e no: non è lo Stato.)

Beh, i soldi fanno pur sempre comodo, no? Dirà qualcun altro. Certo. Ma forse occorrerebbe pianificare con più oculatezza i nostri investimenti produttivi. E' opportuno, per un Paese che crolla un giorno si e un giorno no, investire in gasdotti, e farli poi transitare con la massima disinvoltura (e menefreghismo, aggiungerei) proprio là dove la terra trema ogni momento? E' opportuno insomma che in nome del business si passi ancora una volta sulla testa dell'ignaro cittadino, che deve subire e zitto? E' un po' un'abitudine italiana, quella di trattare i cittadini come dei sudditi, e non a tutti piace.

Ultima osservazione. Vi invito a rileggere questi due vecchi post che esaminavano nei dettagli la questione gas. Tra concorrenza internazionale, risorsa in esaurimento, carenza di impianti di liquefazione e di navi gasiere, il gas sarà ancora un buon investimento solo per pochi anni. Mentre la devastazione del territorio è una ferita che rimane per sempre.

Di  TERREMOTO?  (inviato il 16/04/2009 @ 15:18:35)
# 4
LA RIVOLUZIONE DELLE COSCIENZE
IMPORTANTE! Ecco cosa possiamo fare!!

1. Boicottare le banche: sottrarre il denaro alle Banche internazionali
2. Spegnere la TV e informarsi su internet
3. Boicottare le Compagnie Energetiche
4. Rifiutare il Sistema Politico
5. Crea, Sostieni e Difendi i Moviementi critici di massa
6. Difendere la sovranità alimentare e bloccare le multinazionali del transgenico
Di  Fuerza!  (inviato il 08/05/2009 @ 20:56:19)
# 5
SALVAGUARDIA DEL CREATO ci suggerisce Benedetto XVI in CARITAS IN VERITATE scrivendo:
"La natura è a nostra disposizione non come >, bensì come un dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci, affinchè l'uomo ne tragga gli orientamenti doverosi per (custodirla e coltivarla.Gn 2,15).
Di  Maria Rita  (inviato il 06/07/2010 @ 14:38:07)
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